Il Natale dell’abete

NATALE Nel mezzo, nel folto della selva fosca un dolente lamento interrompe la quiete del crepuscolo, e nell’ombra morbida della sera un rigoglioso abete sospira, tremano le sue radici nel letto della terra, sussurrano inquiete le sue lucide foglioline sottili, perché all’alba, nel rosso del mattino, la sua condanna a morte sarà eseguita, con feroci lame taglienti, le sue urla dolenti scuoteranno il bosco assonnato, il suo tonfo farà tremare monti e valli, a far destare gli uccellini spaventati, i cervi che corrono via saltellando, le volpi si ritirano nella loro tana, le lepri si fermano, immobili, trattenendo il respiro. … Continua a leggere Il Natale dell’abete

Morti satirici

“Fra gli uomini è più diffusa la vivacità d’intelligenza che non il gusto; o, meglio, ci sono pochi uomini in cui l’intelligenza si accompagni a un gusto sicuro e ad una critica giudiziosa.” (Jean de La Bruyère)   Aggiungo solo che il buon gusto è quella cosa che ti avvisa quando stai per diventare cinico e cretino. Da “Il Fatto quotidiano “ Continua a leggere Morti satirici

Autobus n. 15

Ieri, a Genova, è stato “gambizzato” Roberto Adinolfi, ad di Ansaldo nucleare: i fantasmi delle BR e dei loro “metodi”, riaffiorano in chi ha vissuto quei giorni di terrore. “Autobus n.15” l’ho scrissi quando, qualche anno fa, vennero arrestati e condannati i componenti delle nuove BR Autobus n. 15 L’autobus numero 15 correva verso Nervi e, tutte le mattine, portava al lavoro il Commissario di Polizia Antonio Esposito ucciso, il 21 giugno 1978 dalle Brigate Rosse, mentre scendeva dal bus. L’autobus numero 15 correva verso Nervi e finita la scuola, quasi tutte le mattine, io lo prendevo per andare al … Continua a leggere Autobus n. 15

Ricordo di un anarchico: Giuseppe Pinelli

La bambina stava là, di fronte al video sfuocato e grigiastro, che mandava incessantemente quelle immagini terribili. All’epoca non c’erano “bollini” gialli o rossi che avvisassero i famigliari, che la trasmissione non era adatta ai minori. Del resto, tutta la famiglia era riunita davanti alla scatola magica che vomitava parole e immagini devastanti: strage, morti, feriti, bomba, bomba, bomba. La bomba era quella scoppiata alla sede della Banca dell’Agricoltura, a Milano, il 12 Dicembre del 1969. La bimba non lo sapeva ma, quel pomeriggio, era cominciata in Italia, la guerra di stato: come un fuoco incontrollabile, il terrorismo nero e … Continua a leggere Ricordo di un anarchico: Giuseppe Pinelli