A Silvia

14690844_10209595982409299_6734011421078912604_n

 

Qualche tempo fa, scrissi in ricordo di Silia Mauri, un breve racconto. I nomi sono inventati ma la storia è vera. Purtroppo .

A Laura

 

Giorgia ripensava spesso a quel giorno e, benché tutti la scongiurassero di non farsene una colpa, sempre riaffiorava in lei  l’idea che, se  non l’avesse coinvolta in quel nuovo spettacolo, le cose sarebbero andate diversamente.

Giorgia conosceva Laura da quando era ragazzina e, a dire il vero, non le era mai stata molto simpatica. In paese, quando la bellissima signora appariva, tutti la guardavano ammirati sussurrando la  parola magica che evocava un mondo affascinante e un po’ peccaminoso: attrice.  Il mondo di Laura andava dalle grosse compagnie teatrali in dialetto e in lingua fino alle partecipazioni in vari film e, per queste frequentazioni e per la sua bellezza, Giorgia  l’aveva sempre considerata inavvicinabile e un tantino spocchiosa. Poi, passati tanti anni, quando, per gli insondabili casi della vita, le loro famiglie si erano avvicinate, Giorgia aveva scoperto in Laura, ormai piacente signora ritirata dalle scene, un’ amica sincera e una donna innamorata solo della famiglia: giocosa ed ironica, curava fratelli, figli, nipoti  ed amici come un’amorevole chioccia occupata a dispensar consigli e manicaretti.

Fu così che a Giorgia, ormai cresciuta e attiva nell’organizzazione di spettacoli di prosa, venne l’idea di coinvolgere l’amica in uno di questi:

  • Il teatro è piccolo ma prestigioso, i ragazzi sono i migliori del gruppo e tu puoi fare quello che vuoi…. Sarai ospite d’onore e la madrina. Cosa ne dici? –

Laura la guardò perplessa, mentre i  suoi occhi azzurri brillavano già:

  • Son 20 anni che non recito più ma la voglia mi è rimasta… Grazie… accetto! –

Da quel giorno fu tutto un susseguirsi di prove, telefonate,ansie, ricordi e gioie: sembrava che una nuova linfa fosse tornata a scorrere nelle vene di Laura. La sera dello spettacolo, a differenza di tante sue attempate colleghe che rispolverano gli abiti dei tempi d’oro trasformandosi in grotteschi baracconi, si presentò con un sobrio abito nero, un trucco leggero e l’immancabile sigaretta tra le dita. Solo il viso, un po’ tirato, rivelava il suo tumulto.

  • Ho dovuto prendere un ansiolitico perché ero un po’ agitata: dopo tanti anni ho riprovato le stesse emozioni e lo devo a te. Grazie, cara. –

Il sipario si aprì e non ci fu più  tempo per dire altro.

Dopo le presentazioni di rito, dopo i ringraziamenti, dopo le prime timide prove dei debuttanti, il presentatore annunciò la madrina: Laura si assestò l’abito e, con passo deciso, varcò la quinta. Il folto pubblico, dove spiccavano amici e parenti di lei, l’accolse con un applauso sincero: molti la ricordavano per averla vista in teatro, i più giovani l’attendevano curiosi.

Il primo pezzo era “La telefonata”, monologo comico che Laura aveva recitato tante volte: da dietro le quinte, Giorgia la vide accomodarsi sulla sedia, afferrare il cellulare che sostituiva il vecchio telefono di bachelite previsto dall’autore e iniziare il pezzo:

  • Mamà, sun mi……

La voce non tremava, sicura procedeva mentre il pubblico, attento, la seguiva, pregustando il riso che, le prime battute e la mimica di lei, anticipavano. Improvvisamente,però,  la mano ricadde sul grembo, la voce si smorzò e,con una battuta fuori programma, Laura disse:

  • Scusate, non mi sento bene…- e reclinò la testa sul petto.

Passarono solo pochi attimi, il tempo necessario per capire che non si trattava di una variazione al testo, e  Giorgia sbucò da dietro le quinte avvicinandosi a lei mentre il figlio di Laura, attraversato con un balzo lo spazio tra la platea e il palcoscenico, raggiungeva l’attrice esanime. Laura respirava affannosamente ma, benché non lo avesse mai sentito, Giorgia capì che si trattava di un rantolo.

Cessò di vivere alle 23.30 dopo una folle quanto inutile corsa in ambulanza.

Giorgia restò annichilita per giorni, schiacciata dai sensi di colpa per averla coinvolta in quell’avventura che,forse, l’aveva sottoposta ad una tensione che non poteva più sopportare: l’immagine di lei, sorridente ed emozionata, tornava sempre alla sua mente ma l’audio era solo quel rantolo di morte.

Solo una frase, pronunciata da chi amava Laura, acquietò, solo un poco, il dolore e il rimorso di Giorgia:

  • E’ morta nel modo che, ogni attore, in fondo al proprio cuore, sogna: recitando davanti a un pubblico. –

pizap-com14769973060741

 

Annunci

5 pensieri su “A Silvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...