Farina, sale, olio

 

 

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Non si tratta degli ingredienti per una ricetta, ma di quelli per la sopravvivenza.

In questi giorni l’unico argomento in tv, sui social, sui media è, giustamente, l’attacco terroristico alla Francia.

“Siamo in guerra! Ha detto il Presidente francese Hollande, mentre tutti, ma proprio tutti, si scatenavano in congetture, analisi strategiche e politiche.

Noi, cittadini passivi, abbiamo ascoltato, visto, pianto, protestato, inveito, offerto pace.

Mia zia, 93 anni, dopo aver seguito tutti i tg, tutti i dibattiti e tutte le dirette da Parigi, ha detto soltanto una frase:

“Bisogna fare scorta di viveri: farina, sale e olio.”

I tre ingredienti per fare il pane, la base dell’alimentazione, il cibo carico di valori nutrizionali e spirituali, che le ultime generazioni occidentali hanno imparato a disconoscere.

Mia zia è l’ultima persona, nella nostra famiglia, che abbia ricordi vivi e reali della Seconda Guerra Mondiale. Lei ha vissuto sotto le bombe, ha dormito nei rifugi antiaerei, ha mangiato la minestra nauseabonda distribuita agli sfollati, ha visto i plotoni tedeschi fare rastrellamenti nelle case.

Ha vissuto la guerra e continua nella tradizione della mia famiglia, a raccontarla.

Io appartengo a una delle generazioni europee che non hanno vissuto la guerra ma, per fortuna, so cos’è grazie ai racconti dei miei avi. I morti, gli attentati, le bombe, la fame e la paura non mi meravigliano.

Negli ultimi 70 anni gli europei si sono cullati nell’illusione di aver eliminato la guerra e, con questo sogno, hanno perso gli “anticorpi” della paura. Milioni di persone, in tutto il mondo, vivono da anni in una guerra continua e convivono quotidianamente con la morte, la sofferenza e le privazioni.

Noi europei non sappiamo più cos’è la paura della morte, la fame, la privazione della libertà, ce ne siamo scordati per dedicare i nostri pensieri all’ultimo modello di cellulare, alle diete macrobiotiche, alla chirurgia estetica.

Qualcuno ci sta violentemente riportando coi piedi per terra.

Ci sta ricordando che la lotta per la sopravvivenza si può dover affrontare anche nel 2015.

Al prossimo giro nel supermercato lasciate perdere merendine e salse per il barbecue.

Farina, sale, olio e imparate a fare il pane.

Potrebbe essere utile in un futuro non troppo lontano.

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11 pensieri su “Farina, sale, olio

  1. la tua bella e limpida scrittura mi ha fatto ricordare un bel libro che consiglierei: «il pane di ieri» di Enzo Bianchi. dove si toccano queste tematiche

    anche tu, sei fatta di buona pasta, cara Princy

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  2. Il pane lo faccio da anni in casa!!! Soltanto io ho il ricordo del terrorismo nostrano? L’unico ricordo di famiglia registrato su bobina è quello di mio nonno che perse una gamba durante la prima guerra… Per cui Marina ti inviterei a registrare i ricordi di tua zia e magari a pubblicarli con quelli di altri della stessa zona sia partigiani che non.

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  3. la saggezza di zia Rosetta, la tua capacità di sapere raccontare aspetti della verità profonda ed assoluta tu intelligente e mia insegnante
    tuo Ettore

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  4. Anche se ero piccola ricordo ancora le bombe su Roma, il razionamento dei viveri, l’acqua che mancava e si doveva andare a prendere alle fontanelle in strada, un’acqua gelida che allora scorreva sempre e le mani si riempivano di geloni perché non si poteva tenere i guanti altrimenti i fiaschi scivolavano… e la mia paura di bambina agli scoppi e le sirene … e ricordo bene che mamma teneva sempre da parte un po’ di farina, una bottiglietta di olio e il sale….non riusciva a fare il pane perché non c’era il gas ma faceva delle ottime (almeno a me sembravano così) schiacciatine che cuoceva sul fornello a carbone…
    Per questo c’è sempre posto nel mio cuore per la sofferenza delle persone…

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  5. La dispensa di casa è sempre piena del necessario per sopravvivere 10/15 gg,. In fondo negli anni “di pace” che abbiamo vissuto abbiamo visto la guerra fredda, quella della Corea, del Vietman, di Suez, del Sinai, dell’Eritrea, della Baia dei Porci, del Golfo Persico …….. e dal 2001 il terrorismo con un consiglio adatto ai tempi: mantenere il serbatoio dell’auto mezzo pieno: sai che ingorghi in caso di attacco 😉

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  6. …cara Marina, spero tanto che la tua cara Zia sia solo un po’ troppo pessimista, spero che con la sua saggezza, comunque si sbagli….pure io ho avuto due genitori che hanno vissuto in prima persona le disgrazie delle due guerre mondiali, mio Padre ha combattuto nella prima, e poi lui e mia Mamma hanno vissuto le vicende del fascismo e della seconda guerra…..i loro racconti sono stati per me più utili dei vari libri di Storia che ho “divorato”….io e Te, cara Marina, abbiamo avuto la fortuna di vivere “sotto la Pace”….mi son sempre detto che l’Uomo ha toccato il fondo con il nazismo, oggi non ne sono più così certo….UN ABBRACCIO…♥

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