Le Rose dell’Ecuador

appunti, semplicemente appunti

Nei cortili delle case operaie, specie le mattine di primavera, sentivo cantare. Dalle finestre echeggiavano le canzoni delle donne affaccendate. Canzoni del momento oppure vecchie canzoni, sparse nell’aria senza imbarazzo. Era normale cantare, era triste chi non cantava. Oggi non si canta più (e siamo tormentati da continue musichette di sottofondo). A quei cortili ho ripensato leggendo «Le Rose dell’Ecuador» di Marina Garaventa. La storia di due donne e del loro canto. Rosa proviene dall’altra parte del mondo e canta come quelle donne dei cortili della mia infanzia, canta nell’affrontare le faccende domestiche con impeto e allegria. Geneviève canta in modo molto, molto diverso: è un soprano, una donna dall’affermata carriera artistica.

Due donne dalle storie tanto diverse, lontane, antitetiche. Cantante affermata, di buona famiglia l’una, immigrata mossa dal disperato tentativo di vincere la miseria, l’altra. La narrazione è costruita sulla simmetria delle due vicende, delle concomitanti sfide che entrambe sanno affrontare.

Una storia impregnata…

View original post 644 altre parole

4 pensieri su “Le Rose dell’Ecuador

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...