Ottavio Garaventa: 80 anni da tenore

Il 26 gennaio, mio padre compirà 80 anni e ho deciso di dedicare a lui i prossimi 3 giorni di questo blog. Il “tenore” non è solo un tipo di voce, è, soprattutto una categoria dello spirito, uno stile di vita e, chi è destinato ad esserlo, lo è per tutta la vita.
Mio padre era già tenore a 4 anni, quando, saliva sui tavoli della trattoria di sua nonna e, con accenti accorati, cantava , storpiandone le parole,“Una furtiLa Vacrina”, ovvero “Una furtiva lacrima”, celebre romanza da “L’Elisir d’amore”.

Ecco qui, l’articolo, di La Repubblica di ieri, a firma del critico e musicologo Roberto Iovino.

“C’è chi prende la droga, chi si dà all’alcol. Io, dico la verità, mi ubriaco cantando. Ma non è una questione di narcisismo, non mi innamoro della mia voce, ma della musica”. Parole di Ottavia Garaventa, una confessione di alcuni anni fa che coglie perfettamente il carattere appassionato di un artista, da sempre amante dell’opera. Ottavio Garaventa compie domenica 80 anni. Un bel traguardo che avrebbe meritato una qualche attenzione da parte della “sua” Genova. Una carriera di oltre cinquant’anni se si considera la prima parte nella quale il tenore era ancora baritono. Garaventa, dopo aver studiato con la celebre zia Rosetta Noli, aveva infatti debuttato in ruoli baritonali. Poi nel 1963, dopo qualche problema vocale, si è accorto che in realtà la sua tessitura era tenorile. E’ probabilmente l’unico caso di un artista che sia riuscito a vincere il concorso Aslico due volte, come baritono e come tenore.

Da allora ha cantato in oltre 110 ruoli, affrontati sempre con generosità e rigore professionale. Un tenore dalla bella vocalità, ampia, scorrevole, ma non “gridata”. Un tenore, raro, al servizio della musica. Innumerevoli, naturalmente le sue apparizioni a Genova, a cominciare da una “Favorita” del 1968 con Fiorenza Cossotto per arrivare al “Nabucco” del 1994. In mezzo tanti appuntamenti, fra i quali vale la pena ricordare, nel 1987, il suo vocalmente esemplare Faust-hyppie nel “Mefistofele” firmato da Ken Russell al Margherita.

Da alcuni anni Garaventa è anche tornato ad una sua antica passione, la pittura: “Mi rilassa – ha dichiarato – Ascolto Rossini, Verdi, Beethoven e disegno di getto quello che sento.” Ma il canto, sia chiaro, rimane al primo posto e, a dispetto dell’età, Garaventa la voce l’ha conservata. Lo riascolteremo ancora, con piacere.

Roberto Iovino

Ed ecco alcune “chicche” da Youtube

Celeste Aida” Teatro Regio di Torino 1986

“De’ miei bollenti spiriti” – Teatro Filarmonico di Verona 1976

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7 pensieri su “Ottavio Garaventa: 80 anni da tenore

  1. In questo momento non so dire altro che “Bravo”!
    Anzi, bravobravissimo!
    Hai scelto nel migliore dei modi, ma sono certa che i prossimi giorni ci ammanirai altre chicche, che riascolteremo con altrettanto piacere.
    Grazie a te e un anticipo di auguri a LUI!

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  2. bravissimo il tuo Papà, sembra canti senza sforzo, con voce pulita e calda! complimenti e tantissimi auguri di Buon Compleanno!!! Una bella età ed una meravigliosa carriera!
    Un abbraccio a te Marina, baci Renata

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