Lettera agli uomini che odiano le donne

In questi giorni, chi voleva parlare di attualità, poteva scegliere tra la violenza sulle donne e la cadutacdi Berlusconi. Io ho scelto….

luciabaciocchi

McNOI donne occidentali siamo le prime madri libere dal destino della maternità: possiamo scegliere di essere donne senza figli. Nella madre antica, il primo anno di vita e quelli seguenti creavano nel bambino un’idea di donna che si prolungava nell’età adulta, in cui il destino della ragazza era quello di sposa e madre e quello dell’uomo di trovare la donna madre dei suoi figli.

Non c’era rottura, contraddizione, tranne quella che derivava dall’infelicità e dal sacrificio insiti nel destino femminile. A noi, madri nuove, viene richiesto un doppio salto mortale: dobbiamo essere pronte allo stato fisico e mentale che permette lo sviluppo del bambino, ma restiamo donne libere, ambivalenti nel desiderio di vivere pienamente il rapporto esclusivo a due col bambino ma di non esiliarci dal lavoro lasciato. Nel passaggio di testimone dalla nuova madre alla nuova figlia, la bambina ne osserva la vita: la libertà, il lavoro, la parità e comincia a cercare, a costruire…

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5 pensieri su “Lettera agli uomini che odiano le donne

  1. ringrazio lucia che ha proposto il bel pezzo e te, cara Princy, ma, nel merito, non sono d’accordo sulla tesi esposta; in sostanza si ipotizza che il figlio di una donna «libera», cioè che lavora e non è sottomessa al marito/padrone o quantomeno che non è un «angelo del focolare» rischia di crescere insicuro per il troppo «vigore» della figura femminile; a me pare il contrario; facciamo un passo indietro: edipicamente noi maschi costruiamo il nostro modello femminile da amare sulla figura materna; se abbiamo avuto una mamma «del mulino bianco» allora puo’ essere che una donna «libera» ci metta a disagio, ci turbi nel caso che non sia come la nostra mamma «sottomessa» e quindi in soggetti violenti la reazione sia violenta; se abbiamo avuto una mamma «serva» del nostro potere di maschietto, allora è chiaro che non sopportiamo una compagna che non vuole fare la gheisa ma vuole vivere giustamente alla pari; l’articolo proposto è reazionario perchè in pratica dice alle mamme «libere» di stare attente; certo, è giusto considerare i processi di costume nella loro evoluzione storica, ma non per perpetuare le forme di subalternità;

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