Calendario verdiano: 24 maggio 1862

89009163Qualche tempo fa, mi capitò di leggere un articolo nel quale. Un giornalista tentava di dimostrare che Giuseppe Verdi era un “leghista ante litteram”. Evidentemente il povero scrivano non conosceva il fervente patriottismo verdiano e il suo grande desiderio di vedere l’Italia finalmente unita e repubblicana. Se non bastasse il famoso “Va pensiero”, indegnamente usurpato da barbari in canottiera verde, basterebbe ascoltare quest’Inno alle Nazioni” : cantata profana composta da Giuseppe Verdi su testo di Arrigo Boito per l’Esposizione universale del 1862 e presentata in anteprima il 24 maggio 1862 presso la Royal Opera House di Londra .

Inno delle Nazioni

Librettist: Arrigo Boito

CORO DI POPOLO
Gloria pel cieli altissimi,
Pei culminosi monti,
Pel limpidi orizzonti
Gemmati dí splendor.
In questo dí giocondo
Balzi di gioia il mondo,
Perchè vicino agli uomini
È il regno dell Amor,
Gloria! I venturi popli
Ne cantin la memoria,
Gloria pel cieli! … Gloria!

BARDO
Spettacolo sublime! … ecco … dai lidi
Remoti della terra, ove rifulge
Cocentemente il sol, ove distende
Bianco manto la neve, una migrante
Schiera di navi remigar per l acque
Degli ampli oceani, ed affollarsi tutte
Verso un magico Tempio, ed in quel Tempio
Spandere a mille a mille i portentosì
Miracoli del genio! … E fuvvi un giorno
Che passò furïando, quel bïeco
Fantasma della guerra; allora udissi
Un cozzar d armi, un saettar di spade,
Un tempestar di carri e di corsieri,
Un grido di trionfo … e un uluante
Urlo … e colà ove fumò di sangue
Il campo di battaglia, un luttuoso
Campo santo levarsì, eun elegia
Di preghiere, di pianti e di lamenti …
Ma in oggi un soffio di serena Dea
Spense quell ire, e se vi fur in campo
Avversarii crudeli, oggi non v ha
In quel Tempio che Umana Fratellanza,
E a Dio che l volle alziam di laudi un canto.
Signor, che sulla terra
Rugiade spargi e fior
E nembi di fulgori
E balsami d amor;
Fa che la pace torni
Coi benedetti giorni,
E un mondo di fratelli
Sarà, la terra allor.

Salve, Inghilterra, Regina dei mari
Di libertà vessillo antico! … Oh, Francia,
Tu, che spargesti il generoso sangue
Per una terra incatenata, salve, oh Francia, salve!
Oh Italia, oh Italia, oh Patria mia tradita,
Che il cielo benigno ti sia propizio ancora,
Fino a quel dí che libera tu ancor risorga al sole!
Oh Italia, oh Italia, oh Patria mia!

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12 pensieri su “Calendario verdiano: 24 maggio 1862

  1. Inno delle nazioni (1862) Arrigo Boito Popolo Gloria pei cieli altissimi, pei culminosi monti, pei limpidi orizzonti gemmati dì splendor. In questo dì giocondo balzi di gioia il mondo, perchè vicino agli uomini è il regno dell’Amor! Gloria! I venturi popoli ne cantin la memoria, gloria pei cieli! Gloria! Bardo Spettacolo sublime! Ecco – dai lidi remoti della terra, ove rifulge cocentemente il sol, ove distende bianco manto la neve, una migrante schiera di navi remigar per l’acque degl’ampli oceani, ed affollarsi tutte verso un magico tempio, ed in quel tempio spargere a mille a mille i portentosi miracoli del genio! E fuvvi un giorno che passò furiando, quel bieco fantasma della guerra; allora udissi un cozzar d’armi, un saettar di spade, un tempestar di carri e di corsieri, un grido di trionfo e un uluante urlo e colà ove fumò di sangue il campo di battaglia, un luttuoso campo santo levarsì, e un’elegia di preghiere, di pianti e di lamenti. Ma in oggi un soffio di serena dea spense quell’ire, e se vi fur in campo avversarii crudeli, oggi non v’ha In quel tempio che Umana Fratellanza, e a Dio che il volle alziam di laudi un canto. Bardo e popolo Signor, che sulla terra rugiade spargi e fior e nembi di fulgori e balsami d’amor; fa che la pace torni coi benedetti giorni, e un mondo di fratelli sarà la terra allor. Salve, Inghilterra, regina dei mari, vessillo antico di libertà! Salve, Inghilterra, salve, salve! O Francia, tu, che spargesti il generoso sangue per una terra incatenata, salve, o Francia, salve! O Italia, o patria mia tradita, che il cielo benigno, ti sia propizio ancora, fino a quel dì che libera tu ancor risorga al sole! O Italia, o Italia, o patria mia!

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  2. Allora c’erano visioni e desideri anche diversi su «come» dovesse essere questa Italia, ma sul fatto che dovesse essere unita non v’erano sicuramente dubbi, almeno nelle élites intellettuali. Io penso che Verdi fosse sinceramente patriottico, anche se di certo era consapevole che il patriottismo era apprezzato dal pubblico. Certamente le sue opere sono grande musica per ogni epoca, per l’umanità tutta, ma è evidente anche l’aderenza al momento storico e, penso, anche l’importanza che la musica ha avuto nel Risorgimento. Molto interessante la citazione, cara Princy.

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