Calendario verdiano: 6 marzo 1853

429px-LadyoftheCamelliasLa traviata” : melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal romanzo “La dame aux camélias” di Alexandre Dumas figlio. Venezia, Teatro La Fenice, 6 marzo 1853.

 

Chiedo venia per l’evidente discrepanza temporale ma, visto che nel mese di aprile, non c’erano date significative per il mio Calendario Verdiano, ho deciso di dedicare uno spazio, più ampio del solito, all’opera forse più amata e conosciuta di Giuseppe Verdi: La Traviata.

Parlando di questo capolavoro che, dopo un insuccesso clamoroso, alla Fenice di Venezia, il 6 Marzo del 1853, non ha conosciuto, e conosce tuttora, che grandi successi, in ogni parte del mondo, non si può prescindere dall’opera letteraria da cui ha avuto origine: “La dame aux camélias” (1848) di Alexandre Dumas figlio. Come ho già detto in diverse occasioni, Verdi, nella ricerca di storie da musicare, si rivolgeva sempre alla grande letteratura europea (Hugo, Shakespeare, Schiller, ecc.) e “La signora delle camelie” è, senza dubbio, tra i romanzi più amati e discussi di sempre.

Ecco , quindi, qualche nota sull’autore e sulla giovane prostituta che gli ispirò il mitico personaggio.

Alexandre Dumas figlio nacque a Parigi il 27 luglio 1824, quando suo padre, Alexandre Dumas, autore di grande fama, tra i primopiano_alexandre_dumas_figliosuoi tanti lavori basta nominare “I tre moschettier” aveva appena ventidue anni. Frutto di un’avventura paterna, il bambino, passati i primi anni di vita, con la madre Catherine Labay, dopo il riconoscendo da parte di suo padre, crebbe , nell’indifferenza paterna ma, per fortuna, nell’affetto delle numerose amanti di lui. I rapporti tra padre e figlio furono sempre difficili per la vita turbolenza del padre che, spesso, coinvolgeva anche Alexandre nelle sue avventure. Nel settembre del 1844, l’amico Eugene Déjazet presentò al giovane Marie Duplessis, la cortigiana più famosa di Parigi. Bella e affascinante, la giovanissima Marie, il cui nome era, in realtà, Alphonsine Plessis, nonostante fosse di umili origini, aveva fatto, grazie alla sua cultura e sensibilità, una rapida carriera nell’ambiente mondano parigino, tanto che persino Franz Liszt se ne era invaghito. Malata di tisi, morbo che mieteva allora migliaia di vittime ovunque, dopo un breve e infelice matrimonio con il conte Perregaux,, abbandonata dagli amici e assediata dai creditori, Marie Duplessis morì il 3 febbraio 1847, a soli ventitré anni, nel suo appartamento di Boulevard de la Madeleine, a Parigi. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Montmartre. Alla storia di questa sventurata s’ispirò Alexandre per scrivere il romanzo “ La dame aux camélias” e per trarne l’adattamento teatrale , che ottenne un grande successo e diede il via a una brillante carriera di drammaturgo. Fu eletto all’Accademia di Francia nel 1875 e morì il 29 novembre 1895 per una congestione cerebrale.

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Maria Callas e Luchino Visconti- La Scala 1955
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Eleonora Duse

Forse, senza rendersene conto, da una storia banale di prostituzione d’alto bordo, con la perizia di un grande scrittore e drammaturgo, Dumas aveva creato un mito. Una figura immortale di donna che ha ispirato musicisti, registi, attrici di cinema e di teatro, lasciando un’impronta profonda in tutti i mezzi artistici (letteratura, musica, cinema, pittura, anche televisione). La cortigiana parigina, coi più diversi nomi, da Margherita a Violetta, ha spinto le grandi dive dello spettacolo a cimentarsi in uno dei ruoli più difficili e desiderati dello spettacolo. Dalla Bernhardt alla Duse, dalla Garbo alla Callas, fino alle recenti varianti con Julia Roberts e Nicole Kidman, tutte hanno subito il fascino della bella Marie.

Anche Giuseppe Verdi, che ebbe modo di vedere il dramma sui palcoscenici parigini, s’innamorò del personaggio e…

 

continua…

 

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2 pensieri su “Calendario verdiano: 6 marzo 1853

  1. Quello che mi piace tanto di quest’opera è che appartiene, tanto la versione letteraria che la meravigliosa versione in melodramma, ad una cultura volutamente «popolare», un’arte che non conosceva la demarcazione fra colto e «commerciale», ma coniugava qualità e successo.
    Come sempre grazie Princy, per l’evidente amore quasi «fisico» verso l’opera che trapela dalle tue righe. Ciao.

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