Calendario verdiano: 24 marzo 1881

 

Boito-e-Verdi_CMYK_03Simon Boccanegra, seconda versione, su libretto di Francesco Maria Piave fortemente modificato da Arrigo Boito (1842-1918), tratto dal dramma Simon Bocanegra (1843) di Antonio García Gutiérrez (Milano, Teatro alla Scala, giovedì 24 marzo 1881).

L’opera, ambientata a Genova, narra delle vicende politiche e personali del Doge Simone Boccanegra, primo doge della Repubblica di Genova. (1339), è attesta, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’affetto di Verdi per la Superba. Denominato affettuosamente, dal maestro, “il tavolo zoppo”, “Simon Boccanegra”, nella prima versione, a Venezia, il 12 marzo 1857, era stato un vero insuccesso. Di tale caduta, il maestro incolpò soprattutto il povero Piave, e nel considerarne la revisione, decise di affidare il lavoro ad Arrigo Boito, musicista e poeta aderente al movimento della Scapigliatura. Tra i due non c’era mai stato un particolare affiatamento, poiché Boito, convinto wagneriano, aveva spesso polemizzato con il bussetano, ma Ricordi, editore accorto e lungimirante, aveva favorito l’incontro, convincendo Verdi ad affidare allo scapigliato la revisione del libretto. Nascerà così un bellissimo sodalizio, musicale e personale, che ci darà, in seguito, due capolavori, quali “Otello” e “Falstaff”.

Tra i due artisti nascerà un rapporto cordiale e un intenso lavoro che convincerà Verdi a continuare l’amicizia e la collaborazione con Boito, fino alla morte. Numerose le lettere che il maestro scrive a Boito, da Genova, dove i coniugi passeranno l’inverno del 1881, per confrontarsi circa le modifiche da fare al libretto. Verdi non avrebbe voluto stravolgere troppo il lavoro di Piave ma L’intelligenza di Boito e il modo in cui risolse le difficoltà del vecchio testo, gli fecero una favorevolissima impressione. Il primo atto, per esempio, fu completamente rivisto, e Verdi fu ispirato da due lettere di Francesco Petrarca, una indirizzata al Doge di Genova, Boccanegra, e l’altra a quello di Venezia, che condannavano le lotte fratricide tra le due Repubbliche; la lettera di Petrarca comparirà non solo nel testo del libretto, ma anche sulla scena. Alcuni risultati, quali la magnifica scena nella camera di Consiglio e i recitativi del furfantesco Paolo, sul genere di quelli di Jago, piacquero tanto al maestro che così ne scrisse:

Bellissima questa scena del Senato, piena di movimento, di colore locale, con versi elegantissimi e potentissimi come al solito Lei fa. Sta bene per i versi da cambiare nel principio del terz’atto, e benissimo l’avvelenamento del Doge in quel modo. Ma per disgrazia mia, il pezzo è vasto assai, difficile a musicare, e non so se avrò il tempo per rimettermi in sella per far questo, ed accomodare tutto il resto.

Ecco la parte finale della scena del Senato, in un’edizione scaligera del 1978

Una piccola curiosità che attesta la notorietà di Verdi e la sua popolarità, sono le figurine a lui dedicate. Aziende come Liebig, Lavazza, Suchard, gli dedicarono intere serie e nel 1964, persino due calendarietti da barbiere riportarono le sue immagini.

Verdi e i suoi personaggi - Figurine Liebig
Verdi e i suoi personaggi – Figurine Liebig

In quell’anno

Giovanni Verga pubblica I Malavoglia

In Italia si costituisce un governo di larghe intese presieduto da Agostino Depretis

Louis Pasteur scopre il vaccino contro il carbonchio

Fonti

http://www.giuseppeverdi.it/default.asp

http://www.artdreamguide.com/info.htm

http://www.rodoni.ch/CORSOSUVERDI/cronologia.html

http://verdi.passioneperlacultura.it/vita/

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10 pensieri su “Calendario verdiano: 24 marzo 1881

  1. molto interessante questo «backstage» sulle revisioni del Simon Boccanegra e sul rapporto fra Verdi e Boito; e davvero curioso il risvolto di popolarità sulle figurine liebig;

    quando questi post saranno terminati, carissima Princy, ci si potrebbe fare un e-book dal titolo «un anno con G.V.»

    un affettuoso saluto

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  2. che belli questi post, lo ripeto alla noia, ma veramente li leggo con “voracità” ed anche il finale con l’ “accadeva in quel tempo”, da una dimensione ancora più profonda.
    Buona Domenica mia cara Marina, un abbraccio forte forte. Renata

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  3. Ciao cara mi hai colpito subito perché la frase “La principessa sul pisello” me la diceva sempre mia madre, lei cantava e amava Verdi , io sono Antonella e sono diventata subito una tua ammiratrice perché sono un artista delle arti visive ma mi occupo di musica come terapia abbinata all’arte e sono cultore della materia in accademia di belle arti non sono retribuita e la mia invalidità non è riconosciuta in pieno per questo mi adopero x sensibilizzare attraverso l’arte le genti di buona sensibilità’ vorrei se ti fa piacere dialogare con te potresti aiutarmi e consigliarmi perché dovrei portare avanti un progetto dove x prima cosa servono persone capaci di vedere con l’intelletto quelle sfumature che cambiano il contenuto che dovrà arrivare al cuore degli astanti se vuoi te ne parlerò in modo preciso e accurato un bacio grossissimo cara principessa ciao BG

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