Calendario verdiano: 9 marzo 1844

Verdi anni di galeraErnani, su libretto di Francesco Maria Piave (1810-1876), tratto dalla tragedia Hernani (1830) di Victor Hugo (Venezia, Teatro La Fenice, sabato 9 marzo 1844).

Con “Ernani” torniamo ancora agli “anni di galera”, periodo di formazione e d’incessante lavoro, nel quale Verdi sonda e consolida le sue capacità. Verdi ne inizia la stesura già nel 1843, quando si accorda con La Fenice per una nuova opera, e inizia della collaborazione con Francesco Maria Piave, al suo primo libretto. Così Verdi scrive al Piave:

Le raccomando la brevità, e ora che incomincia l’azione non i lasci cadere e non dimentichi alcune frasi bellissime che sono nell’originale. … Non so capire perché si faccia un cambiamento di scena nell’atto terzo. … Un cambiamento di scena disturberebbe immensamente l’uditorio e interrompe l’azione. I cambiamenti fatti nei primi atti vanno bene, ma negli ultimi due quanto più staremo attaccati a Hugo tanto più avranno effetto. Per me quei due atti sono divini. […] Le raccomando brevità, e fuoco. [2.10.1843]

Francesco M. Piave
Francesco M. Piave

Tratta dall’omonimo dramma di Victor Hugo, Ernani con una  vicenda, ricca di colpi di scena e incentrata su un triplice amore, l’opera diede la possibilità a Verdi di approfondire la caratterizzazione di alcuni personaggi dal punto di vista drammaturgico e di iniziare ad affrancarsi dall’ingombrante influsso dei grandi compositori italiani dei primi decenni dell’Ottocento: Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti.

 A Venezia ottiene successo discreto, malgrado le resistenze e la cattiva prestazione dei cantanti, giunti affaticati alla prima; l’opera è presto ripresa a Vienna (oltre che alla Scala e in varie città italiane), diretta da Donizetti. Una volta ancora, com’era già accaduto col “Nabucco” due anni prima, il pubblico individua, in alcuni brani, un riconoscimento e uno sprone alla lotta per l’unità d’Italia. E’ il caso del coro “Si ridesti il leon di Castiglia”, il cui testo sembra riferirsi alla condizione dell’Italia dell’epoca.

italia 1843Si ridesti il Leon di Castiglia
e d’Iberia ogni monte, ogni lito
eco formi al tremendo ruggito,
come un dì contro i Mori oppressor.
Siamo tutti una sola famiglia,
pugnerem colle braccia, co’ petti;
schiavi inulti più a lungo e negletti
non sarem finché vita abbia il cor.
Morte colga o n’arrida vittoria,
pugnerem, ed il sangue de’ spenti
nuovo ardir ai figliuoli viventi,
forze nuove al pugnare darà.
Sorga alfine radiante di gloria,
sorga un giomo a brillare su noi…
sarà Iberia feconda d’eroi,
dal servaggio redenta sarà.

In quell’anno

Alexandre Dumas padre pubblica I tre moschettieri.

William Makepeace Thackeray pubblica Le memorie di Barry Lyndon

Tentativo mazziniano dei fratelli Bandiera in Calabria

Riduzione dell’orario di lavoro dei bambini, delle donne e dei giovani in Gran Bretagna

Negli Stati Uniti viene realizzata la prima linea di telegrafo tra Washington e Baltimora, che Samuel Morse utilizza per effettuare la prima trasmissione della storia

Fonti

http://www.artdreamguide.com/info.htm

http://www.artdreamguide.com/info.htm

http://www.treccani.it/

http://it.wikipedia.org/

http://cronologia.leonardo.it/storia/regno01.htm

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11 pensieri su “Calendario verdiano: 9 marzo 1844

  1. Scusami, per aver detto disco, è un CD con tutti brani di tuo papà, inizia con Celeste Aida.
    Lo ascolto quasi sempre in macchina.
    Un saluto e rinnovo le scuse, Luigi

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  2. Marina , io non so essere preciso, il disco è quello dei brani cantati da tuo papà, e in un paio vi sono altri interpreti, tipo quello che ho detto, (cioè il terzetto Ismaele, Fenena, Abigaille) e il brindisi di Traviata anche li vi è un soprano.
    Scusami se sono andato fuori tema, un saluto caro, Luigi

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  3. Ernani è un’altra di quelle opere che meritano di essere ascoltate ma come altri titoli e poco rappresentata, vi sono oltre al coro duetti bellissimi.
    P.S. Marina chi è il soprano e il mezzo che cantano con papà il terzetto iniziale del Nabucco, che ho io. (pezzo fenomenale)

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  4. Sai cosa mi colpisce (da profano)? Che nell’800 ci fosse una così grande collaborazione tra artisti e e ambiti diversi, malgrado i mezzi di comunicazione non fossero quelli odierni. Gran bella lezione.

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    1. popof: llil melodramma era definito “opera” perchè assommava in sè tutte le arti: poesia per il libretto, danza per i balletti, pittura e architettura per le scene, costumistica per gli abiti, canto e, ovviamente, la musica. La necessità di una collaborazione era già nel “dna” di questo spettacolo, e gli artisti che vi si dedicavano erano abituati a questo lavoro d’equipe.

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  5. l’Ernani è una delle poche opere che ho visto, lo vidi circa 25 anni fa a Spezia e mi piacque molto, specie il famoso coro

    grazie Princy della tua carrellata verdiana

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