Analogie politiche

large1-e1356906903676“… i contadini, gli operai, i commercianti, la classe media, tutti sono testimoni… Invece loro preferiscono non parlare di questi 13 anni passati, ma solo degli ultimi sei mesi… Chi è il responsabile? Loro! I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati… sono loro i responsabili! Io vengo confuso… oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento. Mi hanno proposto un’alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico… Noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. È un movimento che non può essere fermato. Non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta. Noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo”.

 Da Adolf Hitler – Discorso per le elezioni

Berlino 4 aprile 1932

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23 pensieri su “Analogie politiche

  1. Stefano, a me il confronto fa più che piacere, ci mancherebbe. E anzi ti chiedo scusa se le mie parole hanno offeso il tuo impegno politico. Impegno del quale il Paese ha bisogno in generale, nel senso che al di là del partito singolo, se ci fossero persone pronte a dedicarsi seriamente alla politica con impegno e non con la prospettiva di chissà quale contropartita le cose andrebbero molto meglio.
    Sicuramente è come dici tu, inizialmente tutti prendevamo Grillo per il sedere (mi ci metto pure io), pensavamo che non avrebbe avuto i voti neppure per vincere qualcosa in una assemblea condominiale. Evidentemente ci sbagliavamo e di grosso. E posso anche capire che adesso non si voglia far salire nessuno che non fosse già sul carro (del vincitore). Però è pur vero che se si vuole arrivare alla gente (a tutta la gente, anche a quella che non usa internet) bisogna scendere a patti con l’informazione italiana (questa abbiamo e questa ci dobbiamo tenere…).
    E sono anche d’accordo con te che quando si è in un gruppo e ci si vuole stare ci si deve attenere alle regole imposte: ho trovato però un tantinello forte la reazione nei confronti della militante bolognese.
    Detto questo, quando un movimento prende il 25% porta inevitabilmente avanti anche persone che non ci sembrano adeguate, la bravura (e la serietà) sta nel far progressivamente fuori queste persone, cosa che ad oggi la politica che abbiamo non ha fatto. Anzi, gli incarichi sono fioccati proprio per questi signori, con il risultato che vediamo. Io continuo a non nutrire stima nei confronti di Grillo, Casaleggio, ecc ma confido che le persone che si sono messe a disposizione del movimento, animate dalla volontà di impegnarsi per dare un senso alla politica italiana siano pronte anche a far sentire la propria voce dentro il movimento se vedranno cose che non riterranno consone con le promesse elettorali. Questo sarebbe il vero cambiamento rispetto al passato 🙂
    Buona giornata!

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  2. Dove stiamo andando….chi può saperlo. Spero comunque verso nuove elezioni con una nuova (migliore) legge elettorale. E sperando che si possa infilare qualche “grillino” più autorevole….questi mi sembrano in effetti un po’ un’armata brancaleone. Ma diamogli un po’ di tempo…. Speriamo inoltre che lo smacchiatore di felini corregga un po’ il tiro in vista delle prossime (non vedo altra soluzione per il momento) elezioni.

    Riguardo al discorso…beh…impressionante. Ma anche senza la palla di cristallo voglio fare una previsione molto ardita: la Polonia può dormire sonni tranquilli.

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      1. Diciamo che dichiarazioni come quelle di oggi sul “vogliamo il 100% del parlamento” e “se faliiamo sarà violenza nelle strade” sono alquanto folli. Potremmo definirle scriteriate per essese politicamente corretti, ma io le ritengo stupide e fuori luogo. E adesso questo movimento mi fa davvero paura. Perché è pur vero che la Polonia può dormire tranquilla e che i parallelismi vanno tenuti a freno. Ma anche allora tutto iniziò come una cosa che poteva finire da un momento all’altro, che poteva essere controllato. E invece…

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    1. Quelle due affermazioni provengono da un’intervista del World Time. Leggendo l’intera intervista assumono un significato completamente diverso.
      http://world.time.com/2013/03/07/italys-beppe-grillo-meet-the-rogue-comedian-turned-kingmaker/

      Fa paura ciò che non si conosce, se si frequentassero i meetup locali la gente che fa certi accostamenti (con il nazionalsocialismo poi…ridicolo) cambierebbe idea in un secondo. Nessun obbligo…è solo per capire chi c’è dentro il movimento, da dove nasce, cosa rappresenta, quali sono i temi discussi e portati avanti. L’informazione viaggia all’interno di cavi elettrici alla velocità della luce: l’ignoranza non è scusabile.

      Siccome io stesso ho fatto parte di un gruppo da cui poi è nato il movimento….quando vedo/leggo di certi parallelismi col nazifascismo (ma anche solo lontanamente), mi sento toccato e lo considero insulto e denigrante verso la mia persona.

      P.S. Il condannato in concorso esterno in associazione mafiosa Dell’Utri ora è fuori dal Parlamento…Era dentro, ora è fuori. Speriamo che finirà dentro….da qualche altra parte. In Parlamento sono entrati cittadini incensurati colpevoli di non essere collusi col malaffare. A me pare un notevole miglioramento.

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      1. Hai ragione, mi sono fidato di un riassunto riportato dalla stampa italiana, sono andato a vedere l’intervista da te segnalata e la frase, contestualizzata, ha un altro significato. Certo che se Grillo non facesse ostracismo nei confronti della stampa italiana forse quello che è successo a me succederebbe meno, ma è solo una mia idea. A me sinceramente fa paura lui, non chi ha fa parte del movimento. Perché non ho mai detto che M5S è fatto da delinquenti: al contrario! Mi fa paura, però, un movimento che al primo tentativo ottiene tutti questi voti ma a capo c’è uno che sbraita e che non vuole parlare con la stampa del Paese in cui vorrebbe governare, accanto ad uno che è virtualmente irraggiungibile (ne parlavano anche l’altro giorno a radio24 su come fosse blindato il flusso di informazioni su Casaleggio). Non mi piacciono le soluzioni come quelle adottate nei confronti della militante bolognese espulsa e trattata da “troia” dai suoi ex compagni di partito perché non aveva seguito alla lettera le linee guida di Grillo. Questo non ha nulla a che vedere con la correttezza degli attivisti. Ti dirò di più: secondo me Grillo diventerà il limite al movimento stesso, perché i grillini saranno identificati sempre più con il fondatore del movimento e questo sarà un danno. A proposito di ignoranza, però, ti invito a rilfettere su alcune dichiarazioni di “Beppe”, che denotano una ignoranza molto maggiore della mia (della quale, però, mi scuso).

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      2. ilpuntodilello: purtroppo, temo che le argomentazioni di quelli che non approvano Grillo, non siano neppure prese in considerazione da coloro che lo seguono. Ormai sono soggiogati dalle sue grida e non sentono altro.

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      3. La situazione nel dettaglio non la conosco. Il movimento è nato nelle piazze osteggiato, irriso da tutti i media e dai giornalisti. Vi ricordate nel 2007 Mazza, quello del Tg2? quello del “e se qualcuno premerà il grilletto”? Ecco: in sei anni nessuno ha premuto nessun grilletto. E han continuato, senza bussare alla porta di nessuno, a far volantinaggio e a raccogliere firme etc. Ora che ha raggiunto questo gran successo perché si deve dare corda agli stessi che ci hanno ignorato? Solo perché ha il 25%? E quando avevano il 4/5 non erano sufficientemente degni di esporre le loro idee?
        Secondo me è stato giusto mandare via quelle persone che si presentavano ripetutamente nei salotti televisivi…anche se non approvo i modi (il “txxxa” ad esempio…se è vero che è successo). Però quando si è un gruppo si hanno delle regole che tutti devono rispettare ed accettare, e se non piacciono…prego, quella è la porta.

        Per me il limite è stato aver portato in parlamento persone non proprio adatte. Persone per bene finché si vuole, ma non si può andare lì e dire che c’è stato un “fascismo buono” così come non si può andare in televisione parlando delle teorie del complotto (quello dei microchip sotto la pelle). Lì sono rimasto deluso. E molto anche. Il limite diventerà Grillo se nel movimento non entreranno persone più capaci, più competenti, che sanno quello di cui parlano. E che sapranno sostituire Grillo nell’immaginario collettivo del movimento. Ecco…per questa volta è andata così. Pace. Ma in seguito bisognerà pensare un attimo chi andrà in Parlamento.

        Scusatemi se mi sono dilungato 🙂

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  3. Diciamo che il senso di disagio collettivo nel quale pescava l’omino coi baffi non è dissimile da quello odierno. In qualche modo, cara Princy, c’è l’analogia. Debbo dire però che, con tutti i limiti e i difetti non banali del comico genovese, siamo ancora lontani dalle teorie aberranti del nazismo. Però è pur vero che nel disagio e nel risentimento diffuso puo’ germogliare ogni tipo di malapianta.

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  4. Sono esattamente i momenti come quelli che abbiamo iniziato a vivere in Italia che possono portare a scelte politiche/sociali esasperate, estremiste e contrarie all’interesse di tutti. E soprattutto, in questo momento ciò che mi fa più paura sono le persone che danno ragione a chi strepita solo perché vogliono “protestare”. E così facendo, consegnano il Paese a chi, potenzialmente, può fare ancora più danno. Mi auguro di sbagliarmi, ovviamente, ma temo che la strada intrapresa non sia quella giusta.

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  5. Che il caèitalismo costruisca le sue crisi per gestirle è indubbio. Visto il momento leggendo viene il M5S, e anche se li considero troppo anarchici, il comportamento tecnico dei due leader (chi scrive il copione lo considero altrettanto importante) fa solo pensare che puntino ad ottenere una maggioranza assoluta, non hanno niente da perdere.

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