Calendario verdiano:17 febbraio 1859

BALLO_MASCHERA-OptimizedUn ballo in maschera, su libretto di Antonio Somma (1809-1865),a sua volta tratto da libretto di Eugène Scribe per Daniel AuberGustave III, ou Le Bal masqué” (1833).  (Roma, Teatro Apollo, giovedì 17 febbraio 1859).

L’opera “Un ballo in maschera” era stata scritta per il Teatro S. Carlo di Napoli ma Verdi, non nuovo a queste difficoltà, si trovò a dover combattere con gli ostacoli frapposti dalla censura. Il soggetto, di origine storica, trattava dell’assassinio di Gustavo III di Svezia a un ballo mascherato nel 1792. Per aggirare i problemi di censura, che non volevano che si rappresentasse l’omicidio di un re, dati i moti rivoluzionari dell’epoca, Verdi e Somma sarebbero stati anche d’accordo a spostare l’azione dalla Svezia del diciottesimo secolo alla Pomerania del diciassettesimo secolo, e a cambiare il titolo da Gustave III in La vendetta in domino. ma il censore rifiutò ugualmente il permesso e il caso finì in  tribunale . Verdi sciolse il contratto e si rivolse altrove. A Roma, infatti, la censura papale approvò il libretto, imponendo che il dramma non si svolgesse in un paese non europeo. Verdi e Somma, dopo aver considerato vari paesi, compreso il Caucaso, scelsero infine Boston, in periodo antecedente alla guerra americana d’indipendenza. Ecco cosa scriveva il Maestro:

Da Roma ho ricevuto le varianti al Ballo in maschera. Somma mi scrive che ne è “nauseato” (la parola non è gentile) ed io lo sono più di lui! Ma cosa doveva io fare? Voleva che io protestassi e facessi una lite come l’anno scorso? Una seconda lite sarebbe stata scandalosa e ridicola! Certo che pel teatro bisogna fare dei sacrifizi, e chi non ha questo coraggio è inutile che si metta alla dura prova.

 E la prova fu dura, tanto da far sognare al musicista l’addio alle scene. Curare le sue terre e i suoi animali, erano le uniche cose che lo interessavano, come testimonia Giuseppina in una lettera:

 […] Quanto a Verdi, egli ha una salute da spiantato (fate le corna) ed è degno per il suo colore di andare nelle colonie a piantar canne da zucchero. Io vi posso giurare che in questi mesi non ha scritto una nota! […] Ora comincia a dar qualche occhiata sinistra al cartolare del nuovo spartito, che quasi certamente si darà a Roma. Spero nel cattivo tempo e nell’impossibilità di uscire, perché ritrovi il bisogno di riprendere la penna.

 Ma, fortunatamente per noi e per il melodramma, gli avvenimenti di quell’anno (riportati in dettaglio più sotto) contribuirono a dar nuovo vigore al patriota Verdi. L’Italia era, infatti, percorsa da tumulti e squilli di tromba che preannunziavano l’imminente unità. Il grido “Viva Verdi!” impazzava ovunque mentre la seconda guerra d’indipendenza mieteva vittorie e, purtroppo, caduti. Il 20 giugno Verdi redasse una sottoscrizione a favore dei feriti e delle famiglie dei caduti. alla quale contribuì  con un’offerta di 25 napoleoni d’oro. Ma, il 12 luglio, Napoleone firmava il trattato di Villafranca, che portava la pace, lasciando però Venezia ancora in mani austriache. Verdi ne fu colpito e disgustato.

seconda guerra d'indipendenza

“E dov’è dunque la tanto sospirata e promessa indipendenza d’Italia? “Cosa significa il proclama di Milano? O che la Venezia non è Italia? Dopo tante vittorie, quale risultato! quanto sangue per nulla! quanta povera gioventù delusa! E Garibaldi che ha perfino fatto il sacrificio delle sue antiche e costanti opinioni in favore d’un Re senza ottenere lo scopo desiderato! C’è da diventar matti.

Ma l’amore per l’Italia fu più forte di ogni delusione, alla fine, anche Verdi, fervente repubblicano già dal ‘48, diventò un leale suddito di Vittorio Emanuele.

 In quell’anno

Seconda guerra d’indipendenza italiana. Vittorie franco-piemontesi a Montebello, Palestro, San Fermo, Magenta, Solferino e San Martino  Insurrezione nel granducato di Toscana, abbandono di Leopoldo II e nascita di un governo provvisorio guidato da Bettino Ricasoli, sotto il protettorato militare del Piemonte. Insurrezioni a Parma, Modena e Bologna e nascita di governi guidati rispettivamente da Giuseppe Manfredi, Luigi Carlo Farini e Leonetto Cipriani

Armistizio di Villafranca tra Napoleone III e l’Austria. Vittorio Emanuele II aderisce alle clausole dell’armistizio, in base alle quali il Piemonte acquisisce la Lombardia, ma non Venezia. Cavour si dimette, in dissenso con l’adesione del re all’armistizio di Villafranca,

A Firenze nasce “La Nazione“, secondo quotidiano italiano, diretta da Leopoldo Cempini

Charles Darwin pubblica L’Origine delle specie

Qui, il bel catalogo della mostra “150 anni la nostra storia”

 Fonti

 http://www.rodoni.ch/CORSOSUVERDI/cronologia.html

http://www.artdreamguide.com/info.htm

http://www.treccani.it

http://www.150anni-lanostrastoria.it/index.php

 

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7 pensieri su “Calendario verdiano:17 febbraio 1859

  1. L’ho vista la prima volta al teatro dell’Aquila di Fermo (che tu conosci) con Pippo Di Stefano, è un titolo anche questo in provincia non molto noto.
    Marina con questi post mi fai felice, un saluto caro, Liugi

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  2. Il ballo in maschera è stata la prima opera che ho visto dal vivo, con Carlo Bergonzi e Piero Capuccilli.
    I tuoi post su Verdi sono meravigliosi!
    Buona domenica! Un abbraccio , Renata

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