Calendario verdiano: 9 febbraio 1893

17_verdi-shakespeare_b1Falstaff, su libretto di Arrigo Boito, tratto dalla commedia The merry wives of Windsor (circa 1597) e dal dramma storico Henry IV (circa 1596-1597) di William Shakespeare (Milano, Teatro alla Scala, giovedì 9 febbraio 1893).

“Copiare il vero può essere buona cosa, ma Inventare il vero è meglio, molto meglio. Pare che vi sia contraddizione in queste tre parole: inventare il vero. Domandatelo al Papà. Può darsi che Egli, il Papà si sia trovato con qualche Falstaf, ma difficilmente avrà trovato uno scellerato così scellerato come Jago, e mai e poi mai degli angioli come Cordelia, Imogene, Desdemona […] eppure sono tanto veri» [p. 425]), la venerazione di un discepolo verso il maestro («Ah, Shakespeare! […] il gran maestro del cuore umano! Ma io non imparerò mai!» [SANTI 2001, p. 16]), la sensibilità del critico in largo anticipo sui tempi («Ah, il progresso; la scienza, il verismo! Verista fin che volete […] Shakespeare era verista ma non lo sapeva. Verista d’ispirazione, noi siano veristi per progetto, per calcolo [p. 257]).”

Ecco cosa scriveva Verdi, a proposito di Shakespeare, definito affettuosamente “papà”, che fu il grande punto di riferimento di tutta la sua drammaturgia. . Il nostro musicista, amante di tutta la grande letteratura europea, non a caso s’ispirò a Hugo, Schiller, García Gutiérrez , non fu, però mai un suddito di questi grandi, ma semmai, spinto da un’affinità elettiva, diventò il massimo esponente della drammaturgia italiana.

A 80 anni, Verdi si lanciò in una nuova avventura, e con una vitalità impensabile per la sua età, fu capace di scrivere un nuovo capolavoro, che gli permise di sfidare il mondo musicale del suo tempo per riportare il melodramma italiano a livelli europei fino a orientarne il corso verso la contemporaneità. Il pubblico, del resto, attese la prima della Scala, così come, oggi, si attende l’uscita del nuovo disco di una rockstar.

Qualche giorno prima del grande evento Giuseppina scriveva a sua sorella:
I seccatori, gli ammiratori, gli amici e i nemici, i veri musicisti, quelli che vorrebbero far credere di esserlo, i critici veri, i parolai maldicenti sbucheranno a frotte da tutte le parti del mondo! Le domande di posti continuano come se il Teatro dovesse essere grande come la piazza d’armi!

Il successo fu trionfale Anche la critica fu colpita dalla bellezza e dalla finezza della strumentazione. Un critico francese, dopo aver osservato che alla prima qualcuno alludeva a I maestri cantori di Wagner, affermava invece che l’opera si poteva collocare tra Haydn e Mozart. Il compositore inglese Sir Charles Villiers Stanford, che scrisse un articolo acuto e dettagliato sul Daily Graphic rilevò, nella partitura, notevoli elementi beethoveniani.
Ecco le prime impressioni di Boito riferite in una sua lettera al critico francese Camille Bellaigue.

Cosa devo, dire? da dove cominciare? Nella vostra lettera toccate, con mirabile chiaroveggenza, e con una straordinaria sensibilità, l’essenza stessa dell’opera. Voi dite: ‘Ecco il vero dramma (o la commedia) lirico, moderno e latino.’ Ma quello che non potete immaginare è l’immensa gioia intellettuale che questa commedia lirica e latina produce sulla scena. È una vera effusione di grazia, di forza e di allegria. La scintillante farsa di Shakespeare è riportata, per il miracolo dei suoni, alla sua chiara fonte toscana di Ser Giovanni Fiorentino’. Venite, venite, caro amico, venite a sentire questo capolavoro: venite a passare due ore in questi giardini del Decamerone… Se verrete presto, può darsi che vi sia ancora Verdi; non partirà che verso la metà della settimana prossima. Sentirete una esecuzione che conserva ancora tutta la freschezza e il fascino delle cose nate da poco.

Verdi si accommiata da suo pubblico e dal mondo terreno, con una risata, anzi, con un sorriso, d’intensa malinconia. Falstaff è la riflessione di un vecchio genio che distilla sapienza e ha il coraggio di mettersi in gioco, sotto il segno della modernità.

«Ho scritto per piacer mio e per conto mio… Io mi diverto a fame musica senza progetti di sorta e non so nemmeno se finirò […]. L’opera è completamente comica. Amen»


In quell’anno

Il comune di Venezia dà vita alla “Biennale di Venezia” con il proposito di “istituire una Esposizione biennale artistica nazionale” nell’anno successivo, per celebrare le nozze d’argento del re Umberto e Margherita di Savoia. La mostra, in realtà, si terrà nel 1895

Nella sua tenuta di Giverny, Claude Monet si fa costruire uno stagno con un ponticello di gusto orientale, e vi mette a dimora varie specie di ninfee

Emilio Salgari pubblica la prima edizione di Le Tigri di Mompracem

 Giacomo Puccini compone Manon Lescaut, dramma lirico in quattro atti

A Roma viene istituita la Banca d’Italia attraverso la fusione di quattro banche: la Banca Nazionale del Regno d’Italia, la Banca Nazionale Toscana, la Banca Toscana di Credito per le Industrie e il Commercio d’Italia e la Banca Romana

In Italia nasce il Genoa Cricket e Footbal Club, prima squadra di calcio in Italia

Qui, una bella intervista del Maestro Abbado:

“Falstaff, grande gioco di Verdi”

Fonti

http://www3.lingue.unibo.it/romanticismo/?p=217&lang=en

http://www.rodoni.ch/CORSOSUVERDI/cronologia.html

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