FBI (Family Investigation Bureau)

villa arzillaVILLA ARZILLA

Nella mia vita precedente, c’è stato un tempo, in cui non ho abitato a Villa Arzilla: dopo il divorzio, infatti, decisi, per sottrarmi alle affettuose/ansiose/oppressive cure parentali, di abbandonare l’appartamento coniugale, situato al 3° piano della casa avita, per trasferirmi in un piccolo appartamento, in un condominio non troppo lontano ma neppure pericolosamente vicino. La mia nuova casetta era perfetta per una vita da single e io, con somma meraviglia di tutti e con soddisfazione mia, riuscii ad organizzarmi al meglio: lavoro nel campo musicale, impegni politici in Comune, vita sociale rutilante! Libera, per la prima volta, da impegni familiari e coniugali, mi pareva impossibile di non dover reder conto a nessuno dei miei orari e delle mie giornate e svolazzavo libera come un fringuello. Così, nell’estate del ’97, io sperimentavo la mia indipendenza operosa mentre, a mia insaputa, la FBI (Family Investigation Bureau) organizzava il suo posto d’osservazione poiché, dalla finestra del tinello di Villa Arzilla si vedevano le finestre di casa mia! I miei genitori, in perfette tute mimetiche, corredati di binocoli all’infrarosso, macchina fotografica con zomm chilometrico, microfoni direzionali ed….elmetto, sotto lo sguardo perplesso della boxerina Elsa, si organizzarono in turni di sorveglianza per vegliare sulla vita del giovane virgulto, gettato improvvisamente nel diabolico mondo dei single! Ignaro di suscitare tali ansie, il virgulto, in altre parole io, se la spassava beatamente, in quelle calde notti savignonesi, non rientrando mai prima delle due di notte e, fu proprie in una di quelle notti che, lo sporco gioco del FBI fu scoperto. Rientrata dopo una serata di ballo all’aperto, felicemente stanca, m’infilai sotto la doccia e, poi, scivolai nel letto. Sprofondando subito in un sonno profondo, ebbi, opinatamene, la visita di Antonio Banderas, ma, mentre mi godevo la superba compagnia, proprio sul più bello, mi svegliò lo squillo del telefono! Sollevai la cornetta, biascicai qualcosa ma, dall’altra parte, si fece udire la voce ansiosa di mamma:

–        Sei in bagno da un’ora! Stai male? –

Immediatamente, due possibilità si presentarono ala mia mente: o ero schizofrenica e, quindi, ero in bagno ma credevo di essere a letto, o avevo il dono dell’ubiquità.

–        Veramente sono a letto… – risposi interdetta.

–        Nel tuo bagno c’è la luce accesa da un’ora… come mai?-

Con un salto felino, balzai dal letto, imboccai il corridoio curvando stretto come Valentino Rossi, spalancai la porta del bagno e trovai la luce accesa: avevo scordato di spegnerla dopo la doccia.

Ormai sveglia e incazzata per l’evidente intrusione nella mia privacy, afferrai la cornetta e ruggii:

–        Ma cosa ci fate, alle tre di notte, in tinello? –

Dall’altra parte ci fu un silenzio imbarazzato, poi, mia madre rispose:

–        Ehmm….. Elsa non riusciva a dormire, così ci siamo alzati a farle compagnia. –

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13 pensieri su “FBI (Family Investigation Bureau)

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  2. Invece io ho sempre usato l’ironia fantastica per depistare i Jenitors: quando mi facevano le classiche domande sospettose, e chiaramente me le fanno ancora (visto che compio 24 anni proprio oggi), rispondo inventandomi delle storie allucinanti in cui ho contatti con la mafia russa e sto ospitando terroristi islamici per conto del mio nuovo fidanzato che per pagarsi la droga contrabbanda film porno girati in cada con me e il cane.

    Quando mamma sbuffando “Oh, senti … smettila !” se ne va.

    Ho ottenuto il mio scopo.

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  3. Cara Princy, io, veleggiando per i 57, al mattino mentre esco di casa sento il mio vecchio babbo (85) che mi rammenta: «prendi il berretto, che ti viene il raffreddore!» Per loro sei sempre piccolo.

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