Calendario verdiano: 19 gennaio 1853

giuseppe_verdiIl trovatore, su libretto di Salvatore Cammarano, completato, in seguito all’improvvisa morte di quest’ultimo, da Leone Emmanuele Bardare (1820-dopo il 1880), e tratto dal dramma El trovador (1836) di Antonio García Gutiérrez (Roma, Teatro Apollo, mercoledì 19 gennaio 1853). La versione francese del Trovatore, nella traduzione di Émilien Pacini e con il titolo Le trouvère andò in scena lunedì 12 gennaio 1857, al Théâtre de l’Opéra di Parigi.

Quello che incontriamo oggi, è un Verdi quarantenne, all’apice del successo e nel pieno delle sue capacità, un simbolo per l’Italia risorgimentale che, dopo il “Nabucco” (1842), ha eletto la sua musica a colonna sonora della liberazione dal giogo straniero. Ma egli è anche un uomo provato dal dolore: nel 1838 sono morti i suoi 2 figli, e nel 1840 muore anche la moglie, Margherita Barezzi, figlia del suo benefattore Antonio. Anche la madre è mancata nel 1851, ma, per fortuna, egli ha trovato, nel 1846, un nuovo amore, la cantante Giuseppina Strepponi, che diventerà, nel 1859, la sua seconda moglie.

Dopo i lunghi anni di lavoro duro, che il maestro definirà “anni di galera”, dal 1839 al 1853, Verdi dà alle scene i suoi tre grandi capolavori: “Rigoletto” (1851), La Traviata (1853) e “Trovatore” (1853).

Verdi, libero, ormai, da motivazioni economiche e di convenienza, può finalmente esprimere al meglio l’azione drammatica che si sublima costantemente nel gesto musicale, realizzando una forma di teatralità pura per la quale non esistono modelli o confronti. Ecco cosa scriveva Verdi, il 4 aprile 1852, al librettista Cammarano un’importantissima lettera, che mette in evidenza la laboriosa riflessione sull’evoluzione del suo stile musicale e drammaturgico:

“Voi non mi dite una parola se questo dramma vi piace. Io ve l’ho proposto perché parevami presentasse bei punti di scena, e sopratutto qualche cosa di singolare di originale nell’insieme. Se voi non eravate del mio parere perché non mi avete suggerito altro argomento? Per questo genere di cose è bene che poeta e maestro sentano all’unissono! In quanto alla distribuzione dei pezzi vi dirò che per me quando mi si presenta della poesia da potersi mettere in musica, ogni forma, ogni distribuzione è buona, anzi più queste sono nuove e bizzarre, io ne sono più contento. Se nelle opere non vi fossero né Cavatine, né Duetti, né Terzetti, né Cori, né Finali etc. etc., e che l’opera intera non fosse (sarei per dire) [che] un solo pezzo, troverei più ragionevole e giusto. Per questo vi dirò che se si potesse evitare nel principio di quest’opera il Coro (tutte le opere cominciano con un Coro) e la Cavatina Leonora, e cominciare addirittura col canto del Trovatore e fare un sol atto dei due primi, sarebbe bene, perché questi pezzi così isolati con cambiamento di scena a ciascuno pezzo m’hanno piuttosto l’aria di pezzi da concerto che d’opera. Del resto fate quanto stimate bene. Quando si ha un Cammarano non si può che far bene.”.

 L’opera andò in scena trionfalmente al Teatro Apollo di Roma il 19 gennaio 1853 e subito fu considerata il capolavoro che realmente è e negli anni che seguirono immediatamente alla prima romana fu eseguita in tutto il mondo. Alcuni critici tuttavia, lamentarono l’abbandono del bel canto per richiedere agli esecutori tessiture impossibili, e molti trovarono da ridire sugli aspetti violenti e sinistri che gravano sulla trama de Il trovatore. “Dicono” scriveva Verdi alla Contessa Maffei ” “che quest’opera sia troppo triste e che vi siano troppe morti. Ma infine nella vita tutto è morte! Cosa esiste?…”.

In quegli anni

Tentativi insurrezionali mazziniani a Milano, in Lunigiana e nel Cadore

Al Caffè dell’Onore di Firenze cominciano a incontrarsi alcuni degli artisti che costituiranno il gruppo dei cosiddetti “Macchiaioli”

A Londra nasce la “The Photographic Society”, istituzione con lo scopo di promuovere l’arte e la tecnica della fotografia. Nel 1874 diventerà la “Photographic Society of Great Britain

Il 30 marzo, a Zundert (Olanda), nasce Vincent van Gogh (m. 1890), pittore olandese, massimo esponente del Post-impressionismo

Fonti

http://www.artdreamguide.com/

http://www.rodoni.ch/CORSOSUVERDI/cronologia.html

http://www.treccani.it/

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4 pensieri su “Calendario verdiano: 19 gennaio 1853

  1. Il 19 gennaio 1853 registra lo strepitoso successo de Il trovatore grazie anche ad un cartellone d’eccezione: il tenore Carlo Baucardé (Manrico), il soprano Rosina Penco (Leonora), il mezzosoprano Emilia Goggi (Azucena) e il baritono Goivanni Guicciardi (Conte di Luna).

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  2. Brava la Raina, mia Tosca di riferimento (perché Lei è molto più Pucciniana).
    Marina Il trovatore è l’unica opera di Verdi in cui vi è una figura materna dai contorni forti.
    Un saluto, Luigi

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