Calendario verdiano: 10 gennaio 1884

verdi_id-copia3Don Carlo, versione italiana in 4 atti, su libretto di Joseph Méry e Camille du Locle, tratto dalla tragedia Don Carlos, Infant von Spanien (1787) di Friedrich Schiller; traduzione italiana dal francese di Achille de Lauzières (1800?-1875) e Angelo Zanardini (1820-1893) (Milano, Teatro alla Scala, giovedì 10 gennaio 1884).

Giuseppe Verdi, ormai 71enne, ma ancora saldo sul suo scranno di vero maestro del melodramma, presenta alla Scala, la sua versione italiana di “Don Carlo”. L’opera scritta per Opéra, di Parigi (11 marzo 1867), nella versione in 5 atti, verrà ridotta a 4, pur mantenendo intatta la complessità drammatica, tipicamente verdiana: i conflitti tra gli individui – e al loro interno – sono connessi tra loro in una vorticosa spirale, nella quale la concezione politica liberale del Marchese di Posa si confronta con quella assoluta di Filippo; ma su di entrambe prevale il potere della Chiesa impersonato dal Grande Inquisitore.  Alcuni studiosi verdiani hanno individuato nel Don Carlo italiano del 1884 l’inizio di un larvato avvicinamento allo stile di Wagner, nato anche lui nel 1813. Se ciò avvenne, fu per autonomo percorso e per convergenza di due grandi potenze della musica, non per influenza e tanto meno per sudditanza stilistica. Il 19 novembre 1871 a Bologna, Verdi assisté a una recita di Lohengrin di Wagner diretto da Mariani e annota le proprie impressioni sullo spartito, senza però darne un pubblico riscontro. Le differenze tra i due sono state ampiamente dibattute: Wagner era noto per la riforma del teatro: il Worth-ton-Drama, “teatro totale” di poesia, musica ed azione scenica. Infatti, scriveva da sé libretti e sceneggiature. Era un romantico e viveva in pieno il romanticismo musicale. Il suo pensiero: Musica è Arte pura. La sua musica è un flusso sonoro continuo, dove si alternano strumenti e temi, motivi musicali ricorrenti del discorso drammatico (Leitmotive), legati a personaggi, stati d’animo, pensieri, passioni. Servono a commentare gesti e situazioni là dove le parole non sono sufficienti. Per Verdi, fervente patriota e uomo calato nella vita politica del suo tempo, La Musica deve riflettere la Storia. Non a caso, le sue melodie diventarono la colonna sonora del Risorgimento: la struttura della melodia è semplice e spontanea, cellule ritmiche ripetute alla fine di ogni periodo e motivi conduttori rendono tutto molto orecchiabile. Musica, testo e “messaggi” semplici e chiari. La sua orchestra: piccola per un pubblico grande!
La polemica tra i due autori non si accese mai direttamente, ma piuttosto tra i rispettivi seguaci. Ben nota, per esempio, la passione wagneriana di Arrigo Boito, che, comunque, pur spesso polemico con Verdi, non disdegnò di scrivere per lui i libretti di Otello, Falstaff e di rivedere quello di Simon Boccanegra. Alla morte di Wagner, il 13 febbraio 1883, Verdi scrisse da Genova, all’editore Giulio Ricordi: “Triste! Triste! Triste! Wagner è morto!!! Leggendone ieri il dispaccio ne fui, sto per dire, atterrito! Non discutiamo. È una grande individualità che sparisce! Un nome che lascia un’impronta potentissima nella storia dell’arte”

In quegli anni

Nasce l’automobile. Daimler e Benz realizzano al primo motore ad alcool, che Benz perfezionerà portandolo a benzina. L’auto si chiamerà Mercedes in onore della signora Benz

A Parigi s’inaugura il “Salon”. La giuria insiste nell’ostacolare l’ammissione degli artisti innovativi. Tra gli artisti che ottengono successo, vi sono Pierre Puvis de Chavannes e Giuseppe de Nittis. Sempre a Parigi nasce il “Group des Artistes Indépendants”, fondato dagli artisti respinti al “Salon”

Jules Massenet compone Manon, opera in cinque atti.

In Italia, il governo De Pretis abolisce la tassa sul macinato.

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Fonti:

http://scuolamediamodugnobari.blogspot.it/

http://www.treccani.it/

http://www.giuseppeverdi.it/default.asp

http://www.artdreamguide.com

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4 pensieri su “Calendario verdiano: 10 gennaio 1884

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