Vergogna!

Da Treccani.it

Vergogna s. f. [lat. verecŭndia; cfr. verecondia].: Sentimento più o meno profondo di turbamento e di disagio suscitato dalla coscienza o dal timore della riprovazione e della condanna (morale o sociale) di altri per un’azione, un comportamento o una situazione, che siano o possano essere oggetto di un giudizio sfavorevole, di disprezzo o di discredito: sentire, avere, provare v. di qualche cosa; avrei v. di comportarmi vigliaccamente come ha fatto lui; non hai v. delle bugie che hai detto?; aveva sempre nascosto, per v., il suo passato; non hai v. di andare in giro così (mezza nuda, o vestito come un pezzente, ecc.)?; gente che non ha, che non sente v., spudorata; e in genere, non avere v., non avere pudore.

 

MARX, LA VERGOGNA E’ GIA’ UNA RIVOLUZIONE

Sono in viaggio attraverso l’Olanda. A quanto posso vedere dai giornali locali e francesi, la Germania è sprofondata giù nel fango e vi sprofonderà ancor più. Le assicuro che, anche ad essere ben lontani dal provare l’orgoglio nazionale, senza dubbio si prova la vergogna nazionale, perfino in Olanda. Il più piccolo olandese è pur sempre il cittadino di uno Stato in confronto al più grande tedesco. E i giudizi degli stranieri sul governo prussiano! Domina in essi un accordo terrorizzante, nessuno s’inganna più su questo sistema e sulla sua natura semplice. A qualcosa, dunque, è pur servita la nuova scuola. L’abito di parata del liberalismo è caduto, e agli occhi di tutto il mondo sta, in tutta la sua nudità, il più repellente dispotismo. Anche questa è una rilevazione, se pur a rovescio. È una verità, che se non altro c’insegna a conoscere la vuotezza del nostro patriottismo, la mostruosità del nostro Stato, e a nascondere la faccia. Lei mi guarderà sorridendo, e mi chiederà: che cosa ci si è guadagnato? Non per vergogna si fanno le rivoluzioni. lo rispondo: la vergogna è già una rivoluzione; essa è realmente la vittoria della Rivoluzione francese sul patriottismo tedesco, dal quale era stata vinta nel 1813. La vergogna è una sorta di ira che si rivolge contro se stessa. E se un’intera nazione si vergognasse realmente, diverrebbe simile al leone, che prima di spiccare il balzo si ritrae su se stesso. Ammetto che in Germania non esiste ancora neppure la vergogna; al contrario, questi miserabili sono tuttora patrioti. Ma quale altro sistema potrebbe far dileguare il loro patriottismo, se non questo ridicolo sistema del nuovo cavaliere? La commedia del dispotismo che si rappresenta con noi, è per lui altrettanto pericolosa quanto lo fu un tempo la tragedia per gli Stuart e i Borboni. E anche se per un lungo periodo non si dovesse considerare questa commedia per ciò che essa realmente è, pure sarebbe già una rivoluzione. Lo Stato è una cosa troppo seria perché se ne faccia un’arlecchinata. Forse si potrebbe far camminare per parecchio tempo col favore del vento una nave carica di pazzi; ma essa andrebbe ugualmente incontro al suo destino, proprio perché i pazzi non ci crederebbero. Questo destino è la rivoluzione, quella rivoluzione che ci sovrasta.

(Karl Marx, Lettera a Ruge, marzo 1843)

 

DANTE ALIGHIERI, (INFERNO – CANTO VENTESIMOSESTO

Godi, Fiorenza, poi che se’ sí grande,
che per mare e per terra batti l’ali,
e per lo ‘nferno tuo nome si spande!
Tra li ladron trovai cinque cotali
tuoi cittadini onde mi ven vergogna,
e tu in grande orranza non ne sali.

WILLIAN SHAKESPEARE, “ANTONIO E CLEOPATRA

SCARO – E come ebbe virato ella di bordo,
Marcantonio, la nobile rovina
della malia di questa incantatrice,
spiega al vento le sue ali marine,
e come un’anitra selvaggia in foja
la insegue, abbandonando la battaglia
quando questa era proprio nel suo culmine.
Non ho mai visto una vergogna simile:
mai prima la virilità, l’onore,
uniti all’esperienza militare
si profanarono da loro stessi.

FRIEDRICH NIETZSCHE, LA GAIA SCIENZA, 1882

Chi chiami cattivo? Chi mira soltanto a incutere vergogna.

Che cos’è per te la cosa più umana? Risparmiare vergogna a qualcuno.

Che cos’è il sigillo della raggiunta libertà? Non provare più vergogna davanti a sé stessi.

 

Giacomo Leopardi, Pensieri

Uno degli errori gravi nei quali gli uomini incorrono giornalmente, è di credere che sia tenuto loro il segreto. Né solo il segreto di ciò che essi rivelano in confidenza, ma anche di ciò che senza loro volontà, o mal grado loro, è veduto o altrimenti saputo da chicchessia, e che ad essi converrebbe che fosse tenuto occulto. Ora io dico che tu erri ogni volta che sapendo che una cosa tua è nota ad altri che a te stesso, non tieni già per fermo che ella sia nota al pubblico, qualunque danno o vergogna possa venire a te di questo. A gran fatica per la considerazione dell’interesse proprio, si tengono gli uomini di non manifestare le cose occulte; ma in causa d’altri, nessuno tace: e se vuoi certificarti di questo, esamina te stesso, e vedi quante volte o dispiacere o danno o vergogna che ne venga ad altri, ti ritengono di non palesare cosa che tu sappi; di non palesarla, dico, se non a molti, almeno a questo o a quell’amico, che torna il medesimo. Nello stato sociale nessun bisogno è più grande che quello di chiacchierare, mezzo principalissimo di passare il tempo, ch’è una delle prime necessità della vita. E nessuna materia di chiacchiere è più rara che una che svegli la curiosità e scacci la noia: il che fanno le cose nascoste e nuove. Però prendi fermamente questa regola: le cose che tu non vuoi che si sappia che tu abbi fatte, non solo non le ridire, ma non le fare. E quelle che non puoi fare che non sieno o che non sieno state, abbi per certo che si sanno, quando bene tu non te ne avvegga.

 

Non aggiungo altro perché la nausea mi travolge.

 

 

 

 

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13 pensieri su “Vergogna!

  1. come giustamente hai accennato, il problema è appunto la «mancanza» di vergogna, che è una forma tipica dell’arroganza

    credo che in certi ambienti la vergogna è un sostantivo sconosciuto, un qualcosa che con disprezzo vien definito «moralismo» dei fessi

    comunque, che il marcio emerga alla luce, è sempre un bene, è comunque un passo avanti

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    1. Marina pensavo di trovare una tua foto paparazzata mentre firmavi una petizione di forza nuova!!!!! Che delusione!!!!!

      Ma perché ora vergogna? Ci si vergogna degli altri solo se non sono nostri “amici”? O si “isola” anche i nostri amici dopo un comportamento scorretto?

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      1. Già dai tempi di Craxi che la politica era ridotta male pubblicamente … il malcostume dei politicanti non è nato ora…!!!! Non diamo retta a Renzi quando pretende di “rottamare”, perché ancora non ha detto quando si ritirerà a vita privata!!!! Se ne parla solo di più!!! L’unica categoria sociale che è ancora intoccabile è quella dei magistrati … ma arriverà anche per loro, la loro ora… Nulla di nuovo. Finalmente, forse avremo, una società civilizzata compiuta.

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