Grillo e lo ius soli: delirio d’onnipotenza?

Leggendo la sortita di Beppe Grillo contro la proposta di concedere, finalmente, la cittadinanza ai figli degli immigrati, nati in Italia, mi è sorto un dubbio: non è che il nostro “guru” nazionale sia stato preso da un delirio d’onnipotenza?
Per dargli una mano a tornare nel mondo degli umani, ho pensato di dedicargli questa mia favoletta, apparsa il mese scorso sulla rivista “Qui e non solo…”.

Riki e Re Giorgio
C’era una volta, e c’è ancora, un bambino chiamato Riki. Riki aveva 9 anni ed era nato in un piccolo paese, dove viveva sereno, con i suoi genitori e la sua sorellina Mara. Riki era un bravo bambino: frequentava con profitto la scuola, giocava a calcio, andava al catechismo, era  abbastanza paziente con la piccola Mara, e tutti pensavano fosse un bambino felice. Ma, come accade spesso nelle favole e nella vita, anche lui, aveva i suoi momenti bui: ogni anno, sul finir dell’estate, Riki diventava triste e pensieroso. Il 15 settembre, infatti, Riki, con tutta la sua famiglia, doveva recarsi al castello dell’Orco Verde, per avere il “filtro di soggiorno”, pozione amarissima, che gli permetteva di non dover tornare nel paese dei suoi genitori. Riki, infatti, benché nato in Palania, era figlio di stranieri e doveva, ogni anno, bere la pozione magica per avere il diritto di vivere dov’era nato. “Io sono palano” gridava, ogni volta, al cospetto dell’Orco che, ghignando beffardo, gli intimava di bere il perfido intruglio. “Non puoi sottrarti alla legge – diceva l’Orco – “Solo il Re Giorgio potrebbe aiutarti ma tu, moccioso, non potrai mai parlargli!” Ma Riki non era tipo da perdersi d’animo: pensò che, forse, Babbo Natale avrebbe potuto aiutarlo, intercedendo per lui, presso il Re, e scrisse la sua letterina di Natale, chiedendo il passaporto della Palania. Poi, un p’ ansioso ma forte, tornò alla sua vita, aspettando, vigile, una risposta che non arrivò mai  Ma la vita riserva sempre grandi sorprese! La mattina di Natale, infatti, mentre Mara apriva i suoi pacchetti, Riki trovò solo una grossa busta: l’aprì e, con stupore, vi trovò un libretto col la scritta “Passaporto dello stato di Palania”. Nella busta c’era anche una lettera:
” Caro Riki, Babbo Natale mi ha detto del tuo desiderio di essere palano e io ho voluto esaudirti. Mi raccomando, sii degno  del tuo nuovo paese e diventa un cittadino modello. Firmato: Re Giorgio.”

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10 pensieri su “Grillo e lo ius soli: delirio d’onnipotenza?

  1. non so proprio cosa gli stia accadendo…e mi spiace,anche perchè l’ho sempre seguito con attenzione essendo una voce fuori dal coro.Non mi spiace ascoltare più punti di vista poichè aggiunge legna al fuoco della riflessione ma stavolta è andato oltre ben bene e non ne ritrovo logica e coerenza col suo pensiero di sempre!Che sia davvero delirio d’onnipotenza?Speriamo bene…

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      1. Ciao cara, mi chiamo Paola, e sono una farmacista di Genova. Mi hanno lasciata un pò perplessa alcune tue affermazioni riguardo a Grillo, che conosco abbastanza “da vicino”, vuoi perchè vado sempre ai suoi spettacoli, vuoi perchè non abito molto distante da lui…Riguardo al discorso immigrati:hai letto il post sul blog di Beppe Grillo, o hai letto come i giornalisti hanno commentato le parole di Grillo al riguardo? Grillo ha semplicemente parlato di “immigrati di distrazione di massa”, dicendo come sia ormai usuale, da parte della politica, tirar fuori questioni che alimentano immediatamente il dibattito dell’opinione pubblica per evitare di affrontare altre questioni piu’ importanti nell’immediato…Riguardo all’affermazione dell’impegnarsi in prima persona, non credo che sia vero…Grillo ha deciso di non candidarsi, da sempre, ma ha dato vita al Movimento Cinque Stelle, che è un grande movimento, fatto di giovani che quotidianamente si stanno impegnando, in silenzio ma neanche troppo, forse semplicemente lontano dai riflettori, dai giornali, ma utilizzando questa straordinaria via di comunicazione DEMOCRATICA che è il Web…sono iscritta alla mailing list del Movimento, ed ogni giorno leggo che cosa fanno, e ti assicuro che si stanno dando da fare, e parecchio, e soprattutto senza sprecare soldi pubblici, a differenza dei partiti. Tutto questo è stato possibile grazie a Beppe, che da anni denuncia lo spreco di denaro pubblico, che da anni parla di energia pulita, che da anni annunciava il rischio default che stiamo vivendo, ma nessun giornalista purtroppo si è assunto la briga di voler fare parlare qualcuno che, forse, è un pò troppo scomodo per la società. Ti ricordo che Grillo parlo’ del CRAC PARLAMAT quando ancora nessuno sospettava nulla…
        Quanto al discorso dello spostamento della farmacia di Savignone, mi viene in mente un vecchio detto ” Chi lascia la gallina vecchia per qualla nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova”…un trasferimento di attività costa parecchio, di solito non si è proprietari dei muri della farmacia, e se trovi un proprietario come il mio che non ti rinnova il contratto d’affitto e ti da’ lo sfratto, sei costretto a spostarti, ma il problema è che come farmacia non puoi spostarti dove vuoi, ma solo all’interno della pianta organica stabilita dalla Regione e in locali con precisi requisiti tecnici, non rispettando i quali si incorrono in multe salate.Magari non è la situazione del farmacista ” con poco cervello” di Savignone, ma volevo fornirti un punto di vista diverso. Visto che tu, nel tuo blog, per prima, parli proprio di punti di vista diversi.Ti auguro una buona giornata, e spero di poterti scrivere spesso. Un caro abbraccio, Maria Paola

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  2. Grillo è solo un discreto comico fare il capo popolo è come dici tu si deve rischiare e agire in prima persona. Se io fossi in Riki non chiederei ma il passaporto della Palania se incontro Calderolo? che faccio? se incontro borghezio mamma mia. ciao Marina

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  3. Personalmente è da molto che non mi fido più tanto di Grillo. E’ ricco da fare impallidire qualunque comune mortale e parla contro banche e multinazionali. Parla sempre contro la politica come sistema ma alla fine fonda un partito…
    E qui a Milano quel poco di fiducia che avevo in Mattia Calise sta venendo meno sempre di più. Per essere realmente diversi non basta dire “noi siamo diversi”.

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  4. Penso che un comico Grillo non possa continuare a fare comicità quando fa politica, come pensavo che un politico (el nano d’arcore), non potesse fare il comico quando opera nella sua veste politica.

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