Un palco all’opera – Manon (2)

Qui il primo atto

ATTO II

Dopo brevi giorni di felicità nell’appartamento di rue Vivienne, la vita in comune si rivela ben presto un fallimento; ma mentre Des Grieux si dimostra sempre innamorato, tanto da comunicare al padre la ferma intenzione di sposare Manon, questa continua a sognare un’esistenza agiata che il giovane non può offrirle e non disdegna la corte di uomini facoltosi, come il signor De Brétigny, appaltatore delle imposte. Il vecchio conte Des Grieux, irritato con il figlio per il suo colpo di testa che ha gettato lo scandalo sulla casata, ordina di rapire il giovane per troncare la relazione. Manon, saputo da Brétigny del complotto ordito, invece di avvertire il compagno, salvarlo e rimanergli fedele anche nella povertà, preferisce tacere e opta per Brétigny, che le offrirà la prospettiva di una vita agiata.

In quest’atto si possono ascoltare due tra i più famosi brani del melodramma. Difficilmente vengono eseguiti in concerto, a causa della loro difficoltà tecnica e interpretativa. La romanza “Adieu notre petite table”, qui tradotta in “Addio nostro picciol desco”, anticipa l’abbandono di Manon, sempre combattuta tra l’amore di Des Grieux e quello per il lusso. La romanza del tenore “En fermant les yeux” , detta “Il sogno”, tratteggia una vita modesta, ma serena, che il giovane sogna per loro.

In entrambi i brani viene richiesta una grande bravura nelle “filature”, ossia nello smorzare dolcemente i suoni, partendo da un “forte” per arrivare ad un “pianissimo”.

 

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6 pensieri su “Un palco all’opera – Manon (2)

  1. Sono bravi tutti e due, i due pezzi sono stupendi, cosa dice il papi nel riversi, risentirsi, e sentire tutti quei bravo, meritati.
    Io comunque ti ringrazio, mi hai dato modo di ascoltare e vedere un’opera che si da molto poco.
    Un saluto, Luigi

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  2. Grandi entrambi, ma il sogno cantato da tuo padre è uno dei più belli che ho sentito!!!!
    Peccato che, per lo meno qui a Firenze, trovare un biglietto per l’opera è praticamente impossibile (per la Bohème di novembre ho provato a luglio ed era già tutto esaurito!). Da una parte mi fa piacere che l’opera stia tornando alla ribalta ma qualche volta mi piacerebbe poterla vedere invece che ascoltarla e basta!!

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