kamikaze

Ci sono dei momenti nei quali ci sarebbe molto da dire ma, stranamente il mio cervello non riesce a compitare nulla. Forse perché la mia estate è stata piena di attività e molto concentrata sulla stesura del nuovo libro ma, molto più probabilmente , perché tutti gli argomenti meriterebbero di parlarne e non riesco a sceglierne uno.

La lista è infinita e stuzzicante : Penati o Tarantino, le 4 versioni della manovra finanziaria , gli evasori fiscali, Berlusconi ricattato, i sindacati in lotta, i sindaci in rivolta, l’euro che traballa, i “giovani” del PD, la corruzione diffusa, Lavitola in Brasile, Gheddafi e i suoi figli, i precari, i calciatori che scioperano, o l importantissima maternità della Marcuzzi?

Marcuzzi a parte, ovviamente , la situazione del nostro paese è talmente intricata che ho l’impressione che, dire qualcosa, sarebbe come dare una spinta a chi stia sull’orlo di un burrone, perciò me ne sto zitta e, se potessi, vorrei trattenere il respiro, nell’attesa che accada qualcosa che ci aiuti ad uscire da questo pantano.

Qualche giorno fa, ho letto il motto del primo battaglione dei kamikaze giapponesi e l’ho “appuntato” sul mio desktop: sarebbe opportuno, credo, metterlo in pratica, più spesso.

il dovere è pesante come una montagna, la morte è leggera come una piuma


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12 pensieri su “kamikaze

      1. “Se mi chiedete cos’è l’anima dei giapponesi, dell’isola splendida, rispondo che è come un fiore di ciliegio selvatico, ai primi raggi del sol levante, puro, chiaro e dolcemente profumato.”
        E’ parte di un poema patriottico, dai cui versi furono tratti i nomi delle “unità speciali d’attacco” dal mondo conosciute come kamikaze…

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  1. ciao cara….ho letto che sei molto impegnata e non sai sceglier di cosa trattare sulla “situescion italiota” !mettiamoci anche l’europa via, e gli usa pure via! condivido solo la seconda cosa che non saprei scegliere tra il mazzo appassito di notizie sfatte….sull’impegno non sono certo prodottiva come te a presto amie de mon ceour

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  2. Anche io, come te, vorrei trattenere il respiro in attesa……non so neppure di che, la vedo proprio brutta!
    Ma – tanto per sorridere un po’ – mi è venuta in mente una vignetta di Sturmtruppen (che purtroppo non riesco a ritrovare) dove c’èra il Komandante che camminava con i soldati nella latrinen, immersi fino alla bocca…e il Komandante urlava “non fate l’onda!!!”……
    Beh, più o meno siamo messi così……
    Preferisco di gran lunga pensare al tuo nuovo libro….. non vedo l’ora di leggerlo!!!
    E’ molto bello quel motto, e purtroppo vero…. 🙂

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