Fans

 

Ogni artista lirico che si rispetti, ha i suoi fans che lo amano e lo seguono e che, ingenuamente, pensano che, nella vita di tutti i giorni, continui ad essere perfetto e irraggiungibile come sulla scena: sono convinti quindi che un tenore giri per casa in frac, sussurrando parole d’amore alla moglie. Naturalmente tutto ciò è frutto di una grave sindrome da idolatria che, comunque, mio padre non contribuisce ad alimentare e che, anzi, come vedrete di seguito, cerca di debellare. In una calda serata d’agosto di qualche anno fa, mentre Villa Arzilla sonnecchiava stranamente silenziosa, si udì il suono del campanello che annunciava la visita di due fans paterne. Le due anziane ma vigorose signore, perfettamente abbigliate in lino e seta, pettinate e rifinite come quarantenni rampanti, spiegarono a mia madre che, appassionate da sempre di lirica, saputo che il” famoso tenore”abitava lì, con coraggio, erano venute a conoscerlo. Constatata la non pericolosità dei soggetti, mia madre le fece accomodare, offrì loro il caffè, riferendo che mio padre sarebbe arrivato di lì a poco. La conversazione cadde, ovviamente, sulle doti artistiche di mio padre: ne lodarono l’eleganza, la prestanza, la passionalità e la dolcezza e la perfetta tecnica vocale. Scommetterei, senza tema il mio respiratore, che, mentre le signore, con l’occhio languido, tessevano le lodi del genitore, mia madre pensava a quante volte lo aveva rimproverato per la sua “mise” casalinga, stile extracomunitario, o per terribile frastuono che produceva quando starnutiva ma, la poverina, certo, non poteva immaginare il peggio. Infatti, proprio mentre le signore lodavano la melodiosità della voce di lui, un urlo disumano e potente si alzò dal giardino: ” Lilli, ho purtou e tomate”*. Mia madre sbiancò e capì: era stato nell’orto. La porta della veranda si spalanco violentemente e il “tenore” apparve in tutta la sua possanza. Più che dall’orto sembrava arrivare da una spedizione nella foresta vergine: stivaloni di gomma antivipera, pantaloni sbrindellati, camicia a quadri annodata in vita, canottiera di tinta inqualificabile e, per finire, un vecchio cappellaccio di paglia con la tesa rosicchiata dal cane.

Mia madre riuscì solo a mormorare qualcosa che voleva essere un presentazione ma che assomigliava di più a un rantolo e le signore, pallide e con gli occhi sgranati, riuscirono solo a sussurrare: “Ohhhhhhhhh”.

Il “tenore” senza scomporsi, brandendo in una mano un macete e nell’altra un cesto di verdure, sorrise con galanteria e disse: “Gradite degli zucchini? “

*”Lilli, ho portato i pomodori”

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21 pensieri su “Fans

  1. Hahahahahah grande uomo, non ce la faccio più per le risa, mi ricorda mio padre, il pianoforte e la spremitura d’uva…ma questa è un’altra storia immagino la faccia delle signore in chincaglieria, formidabile racconto, ma che felicità leggere cose così squisitamente “Eduardiane”è così che nasce la grandezza umana, altro che Indiana Jones, devono venire da noi… e quel cesto di zucchine e quel macete…E’ proprio così che si colgono le zucchine e pure i pomodori…Hahahahah

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      1. Hahahahah, vero, particolare di enorme importanza il cappello, formidabile uomo!
        Senza nessunissima esagerazione fossi stata li, non sarei riuscita a trattenere una di quelle risate omeriche che, hanno messo a rischio la mia serietà in più di un occasione(…)
        Sà (^_~) ♥♥♥

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  2. Ciao Marina,
    un grande abbraccio e grazie del sorriso che ci hai regalato con questo racconto.
    Sarebbe bello se tu partecipassi al nostro concorso, averti con noi per il prossimo libro dei partecipanti al concorso sarebbe un grande onore.
    Ti abbraccio in attesa del sole che qui a Torino sembra ormai un miraggio.
    buona giornata

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  3. Buona domenica!
    Questo è il primo “numero” di Villa Arzilla che mi ha portato a te.. smaltito il ripetuto accesso di risate che mi ha provocato! 🙂
    Sapessi quante volte e a quante persone l’ho raccontato, da allora.. Ma non è la stessa cosa: bisogna leggerlo! 🙂
    Temo di averlo ricordato a te e ai tuoi, come sigillo di conoscenza, al momento della presentazione: e tuo padre ha più o meno confermato.. Siete TROPPO forti! 🙂

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  4. Mi hai ricordato i miei alunni, i quali pensano che le case sei prof siano fatte di libri, formule e cattedre; che sulla cattedra si dorma, e che si parli come in classe…..Forse pensano anche che i prof mangino i libri….. Ricordo una volta un ragazzino che, al primo giorno di II media, quando chiesi se qualcuno aveva qualche esperienza estiva particolare da narrarci, mi disse : “Sì, ho visto il Presidente Pertini! L’ho anche toccato!” E io di rimando: “Ti ha fatto la grazia?” Tenori (anche bravi come tuo Padre, Presidenti, professori, divi del cinema o della TV (se ce ne sono ancora…) sono umani e più vivono in modo umano (soprattutto nell’orto!), più sono grandi, nella professione e nella vita! Un bacio e buona domenica a te e a tutta Villa Arzilla!

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    1. Bellissima! Ti ha fatto la grazia? Molto ben detto!
      E’ il fascino del Personaggio, che magari possiede grande carisma, ma può indurre a culti ” anomali”.. Ne so qualcosa ;-/

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