L’uccellino rosa – Favola

C’era una volta , in un bellissimo paese, una grande foresta di pini marittimi che, alti e dritti come corazzieri , costeggiavano una lunga strada che arrivava fino al mare. In quella pineta, gli uomini trascorrevano liete giornate festive, circondati dai tanti animaletti che vi abitavano . Molte specie di uccelli, vivevano su quegli alberi: passeri, usignoli, gufi, gabbiani e, cosa unica al mondo, c’era anche un uccellino rosa. Si, proprio tutto rosa! Il piccolo era rimasto orfano molto presto e i suoi genitori non avevano fatto nemmeno in tempo a dargli un nome: per tutti gli animali della pineta era solo l’uccellino rosa. Certamente , egli era diverso da tutti gli altri uccelli ma, siccome gli animali non badano a certe diversità , tutti gli volevano bene e trascorrevano molto tempo con lui: insieme cinguettavano tra i rami, becchettavano i pinoli, e volavano nel cielo, facendo gare di velocità che, immancabilmente , l’uccellino rosa vinceva.

Però, benché amato ed apprezzato da tutti, talvolta, il povero uccellino si sentiva solo e triste: guardava i suoi amici, coi loro colori normali, e li invidiava. Lui non aveva nessuno che lo capisse, nessuno sapeva dirgli il perché del suo strano colore e nessuno sapeva qual’era il suo nome.

Poi, in un giorno di maggio, accadde qualcosa che cambiò la vita dell’uccellino rosa. Svegliatosi di buon mattino, come sempre, vide che la lunga strada che traversava il bosco, si era riempita di gente, automobili, camion e biciclette. Dappertutto sventolavano bandiere rosa, spiccavano cartelli e cappellini rosa, mentre migliaia di palloncini rosa riempivano il cielo.

< Vuoi vedere – pensò l’uccellino – che questa festa è per me! >

Con coraggio, scese dal suo ramo e si appostò sul tetto di un grosso autobus, per vedere meglio tutto quel trambusto di gente, colori e suoni. Poi, improvvisamente , tutto si fermò e, nel silenzio, si udì uno stano “canto”: dal fondo della strada, saliva un fruscio sommesso, come il rumore di foglie strapazzate dal vento, come lo scorrere dell’acqua di un torrente. E mentre il rumore aumentava , ecco apparire un plotone variopinto di uomini in bicicletta.

< Eccoli! Il gruppo! Dov’è il campione ?>

Dappertutto si grida e si sventolano bandiere e l’uccellino , trascinato da tanto tifo, con gli occhi rutilanti di colori, decise di lanciarsi in volo verso i ciclisti. Con gran velocità, planò sul gruppo, guardando quegli uomini stanchi ma determinati, e, in testa al gruppo, ne vide uno, tutto vestito di rosa: il suo cuore ebbe un tuffo e, coraggiosamente , diresse il suo volo verso l’uomo in rosa. Per un lungo tratto, accompagnò il ciclista, volando sopra la sua testa: vide il suo fisico asciutto, la potenza dei suoi muscoli, il suo sguardo intenso e ne rimase affascinato. Dolcemente, mentre lo striscione d’arrivo si avvicinava, l’uccellino rosa, atterrò sulla schiena del campione e, con lui, attraversò vittorioso il traguardo . Il campione sollevò il volto dal manubrio e, accortosi dell’uccellino, sorrise e, con voce soffusa, in una strana lingua italo-belga, chiese:

< Ma tu chi sei?>

Intorno a loro, tutti gridavano la loro gioia e invocavano il campione :

< Bravo! Viva Merckx! Eddy, Eddy, Eddy!>

E, in quel momento, confuso dal clamore , ebro di gioia, emozionato e stanco, l’uccellino credette di essere il vincitore di tappa ma, soprattutto , si convinse i essere lui, l’Eddy che tutti acclamavano.

<Finalmente , so il mio nome: io sono Eddy, il campione!>

Svolazzando tra i palloncini rosa, lieto di sapere chi era, tornò al suo albero e, tutti gli animali del bosco, che avevano seguito le sue gesta, gli fecero un grande applauso, invocando il suo nome.

Eddy fece un inchino, ringraziò tutti e disse:

< Il mio nome è Eddy, e ora vi racconterò come ho vinto il Giro d’Italia>

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15 pensieri su “L’uccellino rosa – Favola

  1. nory, sai che io non posso fare di questi commenti così aggraziati come quelli che ho letto sopra. scorrendo un po’ ho visto che è stato il tuo “genetliaco” e mannaggia nonostante facebook, così sollecito,,,non me ne sono accorta..ma te li faccio lo stesso ora, certa che poi non ti dispiace troppo ;tra di noi ci si capisce,,,ciao cadra amica del cuore ti auguro “sogni a colori o in technicolor…..” il virgolettato è perché sto citando qualcuno… bacissimi
    p.s ti dedico a mente “la vie en rose” di edith piaf cantatela da sola… sto sentendo ballarò e linkando e smaneggiando pervicacemente…

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  2. Scusami il madornale errore contenuto nel commento, purtroppo non ho neppure il tempo per controllare poche righe, capita così di fare la figura dell’ignorante di turno…volevo scriverti qualcosa di allegro e divertente ma mi vengono soltanto cose tristi in questi giorni…
    *Catene*
    E’ fuoco che brucia
    orgoglio ed egoismo
    E’ passione che tesse
    catene di baci
    E’ ribellione che
    rigurgita diffidenti legami.
    E’ voglia di vita che accende
    di rosso i miei occhi
    riverbero di fiamma nei tuoi.
    Lacrime rigano il viso
    nascoste scrupolosamente
    alla tua vista.
    Lenzuola di raso color
    pesca tenera e delicata come
    la nostra pelle,
    accolgono i nostri corpi
    racchiudendo i miei, i tuoi sogni
    come valve che isolano
    ogni estraneo suono.
    Un’altra alba grigia di pioggia
    a spalmare di bruma il tetro umore e
    a schiarirlo neppure l’ombra
    lieta di un palpito di sole
    Sabina Falivene
    …Allegra eh?Un Bacio Princy

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  3. INTRECCIO TRA FIABA E REALTÀ !!
    SOLO LA MIA CARA PRANCIPESSA PUÒ VOLARE COSÌ ALTO CON LA FANTASIA !!
    MI UNISCO ALLA CURIOSITÀ GENERALE PER DOMANDARE DI CHI SIA IL DIPINTO
    BACIONI 🙂

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  4. Che dici raccogliamo tutte le fiabe che hai creato e quelle che hanno fatto e faranno Sabrina e Letizia?
    Il tuo omaggio al Giro e al fiammingo non è da poco!
    Bello il dipinto

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  5. Stupenda fiaba che io rilevo subito per narrarla ai bambini della parrocchia e gli narrerò che questa fiaba così bella la scritta una piccola principessa, malata ma mai triste, che ama i bambini ed i ciclisti.

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  6. .. già.. anch’io volevo chiedere di chi è il dipinto.
    Bella favola, che certo dimostra la tua passione ciclistica.. e l’affetto per i campioni.. che brava che sei sempre! 🙂
    Quanto a me, seguivo molto di più anni ed anni fa, quando si andava sulla salita di Capo Berta a veder passare la corsa ( la Milano -Sanremo ), magari con i compagni di Liceo, magari col vestito “nuovo” fatto per Pasqua, come usava allora ( mica ogni anno 😉 ), oppure sull’Aurelia, nei punti di maggior accessibilità..
    In effetti, c’era molta più partecipazione: con la tua favola rosa mi hai risvegliato ricordi.. belli, lontani..
    Ora hanno spostato il monumento coi busti dei Tre Grandi, che stava proprio in cima a Capo Berta, collocandolo.. sì, più al largo, ma.. meno visibile da chi transita.. Mahh.. 😦
    Messo là, un po’ defilato, a me fa soltanto tritezza.. avrò torto?

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  7. Che dolcezza questa “favola”….
    Eddy Merckx l’ho seguito tanto al tempo delle sue grandi vittorie…..ora mi piacerebbe conoscere l’uccellino rosa….chissà che non lo possa incontrare in qualche boschetto….nagari a Livorno dove ci sono i miei nipotini e tanti tanti pini!
    Un abbraccio, Marina! 🙂
    p:s: che bello il disegno!!!

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