Sakura anche per L’Aquila

Il 4 Aprile, in Giappone, c’è stata la festa della fioritura dei ciliegi, Sakura appunto. Il fiore del ciliegio rappresenta la bellezza della vita ma anche la sua estrema caducità, ed è sempre stato il simbolo del Giappone. Persino sugli aerei dei kamikaze venivano dipinti i sakura, per dare maggior valore al sacrificio della vita, per il proprio paese. Mai, come in quest’anno, la festa mi sembra appropriata: solo conoscendo questa simbologia, si può capire come i giapponesi possano affrontare, con tale rigore e riservatezza, la terribile prova di questi mesi . La bimba col chimono è una mia piccola amica, nata in Italia e figlia di un poderoso italiano e di una vulcanica giapponese, che, proprio per sakura, ha voluto portare la sua bimba a trovare la famiglia lontana. I suoi abitano molto lontano da Tokio e, lì, lo tsunami non ha fatto danni e le radiazioni di Fukushima non si sono sentite. Certo, per noi occidentali , non è facile capire ma, forse, per un giapponese , le radici e l’orgoglio di appartenenza al popolo eletto, sono più forti della paura e del pericolo.

Le foto della piccola, che mostro di spalle per motivi di privacy, le ho viste stanotte, su Fb, mentre ascoltavo la commemorazione dei morti del terremoto dell’Aquila.

Forse non c’entra, ma vorrei che i fiori di ciliegio fiorissero anche in Abruzzo.

Sakura per L’Aquila.

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20 pensieri su “Sakura anche per L’Aquila

  1. Da noi a Ofena, che è uno dei comuni del cratere (zona ufficialmente riconosciuta come danneggiata dal terremoto del 6 aprile, anche quella una definizione che ha lasciato fuori comuni come San Benedetto in Perillis, dove i danni sono stati altrettanti, che ha un centro storico del
    ‘200 meraviglioso, ma siccome è uno dei comuni più vecchi d’ Italia capisci che un centinaio di ultrottantenni non fanno voto e non fanno lobby, mi scuso per la parentesi), nel vallone fioriscono i mandorli e gli alberi di Giuda, magari vanno bene lo stesso.

    La capisco molto bene la tua amica, io due anni fa sarei solo voluta tornare in Abruzzo per vedere cosa c’ era da fare e ho vissuto molto male la distanza. Poi tanto l’ immobilismo ce l’ hanno imposto dall’ alto, che è ancora peggio.

    E se posso permettermi una considerazione, più che compostezza è elaborazione del trauma e sforzo di accettare il ribaltamento. Quando succedono cose del genere non c’ `e verso, da un lato tocca agire e subito, dall’ altro sei stordito e fai ancora il bilancio delle perdite. Questo aspetto è quello più trascurato in tutti i drammi, anche il terremoto ad Atene un po’ di anni fa, in cui anni dopo la gente soffriva di insonnia, mal di testa e altri sintomi da stress, e nessuno che capisse che era solo una normale conseguenza del disastro.

    Ciao Principessa,
    Ba

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  2. sono presa in questo periodo e non ho seguito molto le ultime vicende, ma quel poco che ho visto ad essere sincera mi ha lasciato perplessa. I giapponesi mi sono sembrati scostati dalla loro catastrofe ed un atteggiamento così non mi sembra solo dovuto dal loro coraggio che indubbiamente hanno, ma forse un pò imposto o razionalmente scelto per non danneggiare i loro prodotti e l’andamento della borsa, o una sorta di rassegnazione, o un’auto disciplina per non far saltare tutto fuori. Un pò di sfogo non farebbe male, è terribile se ciò è dovuto perchè non rimane neppure più la forza di piangere. .

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    1. anna: i giapponesi , specialmente gli uomini, piangono facilmente, ma lo fanno in silenzio e in disparte. E’ la loro cultura che gli impedisce di mostrarsi sconfitti e umiliati. Lo so per esperienza, perché ho molti amici giapponesi .

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  3. Da inguaribile romantica, mi sono commossa: L’immane tragedia del giappone, il ricordo del terribile terremoto dell’Aquila, la forza e la dignità con cui le persone hanno affrontato ognuno la sua personale tragedia….
    i giapponesi con quel loro valore aggiunto……la gentilezza

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  4. …SAKURA
    “S’alza il vento
    e piovono petali
    son di ciliegio”.
    “La campana del tempio tace,
    ma il suono continua
    ad uscire dai fiori”
    Cadono i fiori di ciliegio
    sugli specchi d’acqua della risaia:
    stelle, al chiarore di una notte senza luna”
    Raccolta personale di Haiku

    .
    petali e fiori di ciliegio si riconducono ad una concezione tipicamente orientale del bello … una visione sia confuciana che buddista che pone l’effimero al culmine dei valori della bellezza.
    il fiore di ciliegio è considerato il più bello tra i fiori (hana wa sakura gi) perchè la sua durata è brevissima solo pochissimi giorni. ad esso veniva accostata la figura del samurai, del bushi, la cui vita era molto molto spesso estremamente breve (hito wa bushi).
    in giappone la festa di primavera è determinata dalla fioritura dei ciliegi.
    in tutte le città giapponesi c’è un parco o un giardino dei ciliegi, a tokyo è famoso il parco di ueno, durante la fioritura la gente va a fare passeggiate tra i ciliegi fioriti, poi quando la fioritura è agli sgoccioli i giapponesi passano più ore possibili nel giardino portandosi perfino da mangiare sperando che s’alzi il vento e avere così la “nevicata dei bianchi petali” che oltre ad essere uno spettacolo unico è anche buon auspicio per l’armonia familiare.
    Ciao, bellissimo questo tuo pezzo e gli Aquilani in fatto di riservatezza, un po’ ricordano la dignità di questo grande popolo!;-)Sabina

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  5. Bello, sì.. molto: stavolta ti ho letto e commentato prima su fb ( e, a proposito, le foto della bimba e di sakura, le posso vedere anch’io, là? )
    Solo pochissimi giorni fa abbiamo parlato di questo con un’amica fb, che aveva postato alcune foto di un ciliegio da fiore, pendulo, una favola!
    I Giapponesi sono straordinari:. non so dire di più e di meglio, ma ci capiamo, vero? Ciao, carissima, a presto.. A.

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  6. ci sono usanze che assumono un valore particolare in certi periodi dell’umanità. mi rattrista il fatto che troppo spesso, sono le grandi tragedie ad accomunare i popoli.
    è sempre un piacere leggerti, Marina.
    un abbraccio

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