Odissea all’alba

 

La guerra che, ormai, non si chiama più così ma e diventata “missione di pace”, ha imparato, ligia al costume di cambiare le parole per addolcirne i contenuti, anche a darsi dei nomi epici e altisonanti come, per esempio, “Desert Storm“.

Adesso abbiamo “Odissea all’alba”.

A parte che questa moderna Odissea è iniziata alle 17,45 di sabato 19 Marzo, che, come direbbe Di Pietro, non “c’azzecca” con l’alba, viene il dubbio che anche con l’astuto Odisseo c’azzecchi poco. Gli unici motivi, infatti, che, sembrano accomunare il viaggio di Ulisse a questa ennesima “missione di pace”, è il fatto che entrambi hanno come teatro il mar Mediterraneo e che, c’è una totale insicurezza su come gestire i fatti che ne deriveranno.

C’è solo da sperare che, chi ha scelto questo fantasioso nome, non volesse riferirsi ai 10 lunghi anni passati da Ulisse a vagabondare per il mare nostrum.

Per parte nostra siamo, citando Ungaretti, come

Soldati

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

 

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11 pensieri su “Odissea all’alba

  1. I versi di Ungaretti sono uno dei miei mantra: ma, da sempre, la riferisco implicitamente a tutti gli uomini.. al genere umano.
    Dipendiamo da ogni alito di vento, ogni sbalzo d’umore, ogni minimo mutamento della natura: siamo tutti profughi sulla terra, come stamattina diceva bene David Meghnagi, come leggeva Paolo Ferrari, dal Qohèlet, credo. Grande libro..

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  2. il problema è che inutile avere una bella costituzione quando oltre a non avere validi politici, ma poteri economici che comandano e dipendenza alle fonti energetiche, dobbiamo tenerci asi bmilitari frutto della scellerata mania di colonialismo e di belligeranza del periodo fascista. Dovevano esserci non una Napoli capace di liberarsi da sola in 4 giornate, ma cento, mille città capaci di liberarsi da sole.

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  3. Ogni missione di pace, viene ripagata in base al grado di distruzione che si ottiene, le nostre imprese sono pronte a ricostruire.
    Mi chiedo però se il dittatore quando ha stretto la mano del nostro presidente era così diverso da oggi che bombarda la sua gente.
    La guerra è e resterà un flagello per l’umanità che ancora oggi riesce a trovare soluzione solo a colpi di cannone.
    Non basta la ribellione della natura a sterminare i popoli, la vita, ha il valore azzerato eppure c’è chi nonostante tutto combatte giorno dopo giorno.
    proiettati verso il futuro non vediamo “oltre” e la macchina si sgretola giorno dopo giorno perdendo di vista lo scopo dell’umanità, salvaguardare la vita e spenderla nel migliore dei modi, con amore e rispetto.
    E’ anche vero che lo sterminio sotto dittatura è un atto incivile e deplorevole.

    un pensiero a tutte le vittime e chi soffre per la perdita.

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  4. Ma a questi signori le lezioni dell’Irak, e dell’Afganistan, non insegna nulla, non si porta la democrazia con le bombe, la domocrazia la si crea, organizzando una classe dirigente capace di applicarla, e noi Europei che avevamo le colonie era questo che dovevamo fare, perché non si poteva pensare di tenerli schiavi per sempre, invece quando siamo andati via abbiamo lasciato solo macerie.
    Poi che si usino parole come missione di pace, aiutare il popolo è una scusa puerile per nascondere gli interessi che ci sono sotto, quello che non mi spiego è l’Italia cosa ha da guadagnarci?
    Poi la nostra tanto osannata Costituzione all’Art. 11, non recita che l’Italia ripudia la guerra.
    Un saluto caro, Luigi

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