Cara maestra…

 

Vi propongo, oggi, una “lettera” aperta, che lo scrittore Giovanni Meriana ha voluto dedicare, alla sua maestra e a tutti gli insegnanti italiani. Meriana, uomo retto ed onesto, prestato alla politica, nei tempi in cui queste virtù avevano ancora un senso e, per fortuna, non avevano un solo colore, è un savignonese doc e mi onora, da anni, della sua amicizia.

Genova, 4 marzo 2011  

Cara maestra Maria,  

rivolgo familiarmente a te queste poche righe, conservando però il titolo che ti spetta, perché voglio sottolineare il ruolo che hai svolto nella scuola in tanti anni di insegnamento e identificare in te tutti i docenti della scuola italiana.

Le parole con cui il presidente del Consiglio vi ha bollato col marchio di portatori di valori non positivi, sono semplicemente disgustose e degne di essere indicate alla pubblica vergogna. Se non contenessero il veleno che ha sollevato la generale indignazione, non meriterebbero commento, come si fa per le parole inutili. Ma siccome sono pietre e lasciano segni, è necessario sentire la voce di quanti credono nell’opera dei maestri, nella loro capacità di farsi carico della formazione dei giovani, nell’inventarsi ogni giorno un mestiere tra i più difficili e delicati, con retribuzioni e precariati a dir poco da quarto mondo come risposta e ricompensa. Personalmente ce la voglio mettere tutta la mia indignazione e trasmetterla ad altri, perché dichiarare agli italiani che i maestri nel loro insegnamento non portano valori, è un’offesa stupida e senza precedenti. In famiglia non è mai venuto in mente a nessuno di chiedere agli insegnanti dei nostri figli, e oggi delle loro figlie, il passaggio di valori, tanto più dei nostri. Era implicito nella sollecitudine, nella professionalità, nell’amore impiegati nella vostra opera di educatori che questo avveniva. E sicuramente sarebbe già bastato il senso dell’amicizia, della solidarietà, dell’accettazione del “diverso” che avete saputo seminare.

Siccome poi nella bella compagnia del primo ministro non si è sentita una sola voce discordante e soprattutto chi avrebbe dovuto difendere la dignità degli insegnanti ha conservato un mutismo che assordava, allora è arrivato il momento di uscire allo scoperto e di dirvi prima di tutto grazie, anche se la cosa sembra un po’ da libro cuore. Sono vissuto anch’io a lungo nella scuola, prima come sindacalista, poi come insegnante e ho chiuso la mia storia con l’incarico di assessore alla cultura e alla scuola al tempo della giunta Sansa. Allora conosco abbastanza bene questo mondo, so la qualità dei collaboratori che ho avuto nell’ambito dei nidi, delle scuole per l’infanzia – non a torto ritenute in Italia modelli da imitare – nelle scuole elementari e nei quattro istituti superiori, nelle vespertine, vanto di Genova; ho sperimentato la professionalità con cui gli insegnanti hanno supplito alla mancanza di risorse, la fantasia e il realismo con cui hanno progettato le strategie pedagogiche e didattiche. Ritengo dunque che si debba dirvi quanto abbiamo apprezzato il vostro lavoro, con l’assicurazione, se ce ne fosse bisogno, che i valori che avete trasmetto ai vostri alunni sono per noi punti fermi, in piena sintonia con i nostri e dei nostri figli.

Giovanni Meriana

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13 pensieri su “Cara maestra…

  1. AI MIEI TEMPI LE LEZIONI INIZIAVANO DOPO MEZZORA DI AVE MARIA .
    ORA È POSSIBILE CHE LE LEZIONI INIZINO CON CRITICHE ALLE PRESTAZIONI DEL MANDRILLO .
    CREDO SIA MOLTO DIFFICILE PER LE MAESTRE E
    IN GENERALE TUTTI GLI INSEGNANTI , FARE IL LORO LAVORO SENZA ESSERE INFLUENZATO DAL LORO CREDO POLITICO E RELIGIOSO .
    STRACCIARSI LE VESTI PER QUESTE CONSIDERAZIONI ,
    MI PARE ESAGERATO .

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  2. Il silenzio assordante a cui allude il prof. Meriana ( di cui ben conosco le doti culturali e umane ) io l’ho rotto con un urlo selvaggio e una parolaccia che normalmente non rientra nel mio lessico. Se qualcuno mi ha sentito dalle scale, che figuraccia! 😦
    Serve a poco, lo so, ma ero sola e stavo stirando, quando ho ascoltato con le mie orecchie, e non ho saputo trattenermi: nooooo! Incredibile, inaccettabile.. 😦 😦
    Che cosa avrebbe detto mia nonna, che per quarantacinque anni ha valorosamente insegnato nella scuola PUBBLICA?
    E non è questione di colore politico, su questo siamo d’accordo.
    Guarda, la pianto qui, per non dare nuovamente in escandescenze, in intemperanze.. Non c’è davvero limite al peggio 😦 😦 😦 Ciao..

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