Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi

 

Con questo stupefacente e, a dir poco, indelicato, comunicato la sottosegretaria Eugenia Roccella ha informato che ill Governo ha istituito la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. Ecco il suo comunicato (n° 382 del 26 novembre 2010):

«È molto importante, in particolare in questo momento di acceso dibattito, che dal prossimo anno il 9 febbraio sia la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. A volerla fortemente sono state le associazioni dei familiari delle persone che vivono in questa condizione, che hanno lavorato al Libro Bianco del Ministero della Salute. Questa data ricorda a tutti noi l’anniversario della morte di Eluana Englaro, una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura. Con questa giornata il ricordo di Eluana non sarà più una memoria che divide ma un momento di condivisione per un obiettivo che ci unisce tutti. Da oggi sarà un’occasione preziosa in più per ricordare a tutti noi quanto è degna l’esistenza di tutti coloro che vivono in stato vegetativo e non hanno voce per raccontare il loro attaccamento alla vita. Questa giornata sarà anche un appuntamento per fare il punto scientifico su tutte le scoperte su queste situazioni di cui sappiamo ancora troppo poco. E potrà rappresentare una finestra di visibilità per queste persone e le famiglie che le accudiscono amorevolmente, troppo spesso coscientemente accantonate dai media che si rivolgono al grande pubblico, come ha dimostrato la recente vicenda della trasmissione “Vieni via con me”».

A quando “La Giornata degli Imbecilli Parlamentari” ?

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15 pensieri su “Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi

  1. la madre degli imbecilli è sempre incinta eh ??!
    Che qualunquismo, che pressapochismo e si vede che di stati vegetativi non ne capiscono un benemerito piffero!
    Hai visto Marina il 13 febbraio che sollevamento di donne ??? penso proprio che se gli uomini di questo Paese non avranno la forza di farlo, sarà proprio nelle donne che dovremmo riporre le nostre speranze!

    Un abbraccio Renata

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  2. La giornata che proponi non si può fare perché nessuno si candida ad essere definito imbecille.

    Detto ciò, mi stupisco del tuo risentimento. Si può discutere della data. L’utilità di questa giornata, che dovrebbe essere istituita dall’onu, serve a sensibilizzare le generazioni che si susseguono … perché tra un paio di anni nessuno saprà chi era la Englaro … ; ci sarà sempre chi vorrà massima libertà di come e quando morire, dovesse entrare nello stato vegetativo e chi si batterà per l’accettazione della propria vita anche in quello stato. Il problema reale è che ci sono gli stati intermedi come il tuo, che con lo stato vegetativo non ha nulla a che spartire. La domanda “che ci sto a fare a questo mondo” ricorre più spesso molto probabilmente in un individuo nelle condizioni di immobilità che in uno che è soltanto depresso. Forse questa domanda te la porresti anche tu Marina in tutti i momenti della giornata se non ci fossero le nuove tecnologie che ti permettono di interagire con il mondo intero e visitare virtualmente tutti i posti del mondo. Ancora non si sa praticamente nulla di come funziona il cervello; bisognerebbe prendere di più in considerazione i racconti di chi esce dal coma. Bisognerebbe osservare di più una persona allo stato vegetativo, non soltanto dal punto di vista dei parametri vitali.
    Menphis

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