Chiesa e Stato

Donazione di Constantine
 

Sempre in Italia, molto più che in ogni altro paese a maggioranza cattolica , si dibatte sull’opportunità che il clero esprima le proprie opinioni in merito alle leggi che regolano la vita dello Stato italiano. Le opinioni sia dei cittadini sia dei politici sono, spesso controverse e oppongono, anche in maniera forte, coloro che ritengono l’ingerenza della Chiesa opportuna, ai fini di un contenimento alla deriva dei valori cristiani, contro altri che ritengono la intollerabile, in uno stato sovrano e non confessionale. Tale dibattito ha radici lontane che nascono col nascere del potere temporale della Chiesa (Donazione di Costantino 313 d.c.) e che neppure i Patti Lateranensi del 1929, che “pacificarono” i rapporti tra la Chiesa, offesa dalla presa di Roma attraverso la breccia di Porta Pia, e il Regno d’Italia. Con questi Patti si sanciva la nascita dello Stato della Città del Vaticano, unico caso nel mondo nel quale il primate di una religione, il Papa, diventava anche monarca assoluto di uno Stato, situato nel cuore della capitale di un altro Stato.

La distinzione fra i due piani diventa, quindi, indispensabile.

Da un lato, la Città del Vaticano, stato che ha un esercito, una banca, lo IOR, ha un monarca assoluto, intrattiene rapporti diplomatici, tramite i nunzi apostolici e ha suoi osservatori persino alle Nazioni Unite. Questo Stato, a rigor di logica, non potrebbe, in alcun modo influenzare le decisioni del governo di un altro stato. Per questo motivo, infatti, il Segretario di Stato Cardinal Bertone, come Primo Ministro della Città del Vaticano, evita, per quanto è possibile, di dare giudizi o indicazioni sulla politica italiana.

Dall’altro lato di questa medaglia, c’è, però, la Chiesa, intesa come “ecclesia”, cioè comunità dei cristiani cattolici che riconoscono nel Papa la loro guida spirituale, come successore di Pietro. In questa seconda veste, sicuramente più potente, anche a livello internazionale , il clero parla, influenza ed emette giudizi di carattere spirituale e morale: prova ne sono le frequenti esternazioni dei rappresentanti della CEI.

Questa doppia identità mette, purtroppo, i cattolici in uno stato di confusione e gli elettori in altrettanta difficoltà, in quanto, troppo spesso, i politici, all’inseguimento costante dei voti cattolici, sia a destra che a sinistra, non prendono quelle posizioni chiare, che si dovrebbero tenere in uno stato laico. Ultimamente ne abbiamo una prova evidente con il blocco di certe leggi, come i Pacs o il testamento biologico.

Io non ritengo che la Chiesa, in quanto “ecclesia”, non debba esprimersi, ma mi piacerebbe che lo facesse rivolgendosi, soprattutto, ai credenti e a loro che, comunque , seguono i dettami della fede cattolica. Per esempio, la Chiesa è libera di dire “l’aborto è peccato” ed è doveroso che lo ricordi a noi tutti, ma non è ammissibile che s’intrometta, a tutti i livelli, nella legiferazione e nel governo dello Stato italiano.

 

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12 pensieri su “Chiesa e Stato

  1. Non so perchè, questo post mi era sfuggito: ma, del resto, sono talmente d’accordo con quanto dici tu, Marina, al solito benissimo, che mi resterebbe ben poco da dire.
    Però, qualcosa @ Luigi: anch’io ero nella stessa situazione, 13 anni fa, ma mio nipote è stato battezzato, comunque.
    Ed i suoi genitori adesso sono sposati.
    Persino la madrina, con questa logica, non avrebbe potuto essere tale: invece ha avuto il permesso.
    Di scomunica, mai sentito parlare.
    Evidente che anche queste – tutt’altro che quisquilie – sono lasciate al discernimento e all’elasticità dei nostri bravi ( buoni? ) pastori.
    Mahh… c’è diocesi e diocesi.. ed è il confronto che conta?!
    Ciao, buon vento! A.

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  2. Premetto , non sono un mangiapreti .
    Il tuo articolo ha messo il dito in una piaga , che porto avanti da anni .
    Il nostro paese porta avanti un primato , almeno che io sappia , quello di avere tre Parlamenti , il terzo è la
    CEI presieduta dal Cardinal Bagnasco , il quale ha uno sguardo che intemorisce .
    Credo in uno stato laico , dove nei luoghi pubblici non deve comparire simboli di partiti politici e tanto meno il
    crocefisso .

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  3. articolo preciso, mi permetto solo di far notare che la chiesa (c minuscola, nonostante sia uno stato ricco e potente) s’intromette nella condotta morale della gente comune e non nella amoralità dei potenti. Speriamo in una coerenza della Chiesa (c maiuscola in quanto umanità da cui sono emersi grandi personaggi), che se seguisse veramente i suoi insegnamenti sarebbe rispettata dalle altre religioni e dagli atei.

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  4. Marina, premetto che sono credente, ma nello stesso tempo critico con i metodi della chiesa, fin dai tempi in cui il Papa aveva il potere temporale.
    Il tuo bellissimo articolo capita proprio a proposito con quanto sta succedento nella mia diocesi, l’arcivescovo ha deciso di scomunicare coloro che convivono, ora non perché sono direttamente interessato in quanto mia figlia convive, e come ho detto mi ha regalato un nipotino, ora questo bimbo secondo la logica e per coerenza non dovrebbe aver diritto ad essere battezzato.
    Ma io dico, non era Gesù che diceva che chi ha bisogno del medico sono gli ammalati.
    Povero Gesù in che mani ci ha lasciato.
    Un saluto grande e un abbraccio, Luigi

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  5. Concordo pienamente e aggiungo che la Chiesa non dovrebbe mai pretendere di imporre alcunchè attraverso le Leggi dello Stato, come dice bene il filosofo cattolico Giovanni Reale, la chiesa dovrebbe solo proporre e mai imporre. Dovrebbe limitarsi a parlare alle coscienze e lasciarle libere di scegliere ma non è così.Anzi da sempre condanna chi “sceglie”. La parola eresia deriva dal greco e significa scegliere. Grazie cara Marina per il tuo lavoro prezioso.
    Maria Laura

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