Ipocrisia del “fine vita”

 

Certamente non è un argomento natalizio ma, a quanto pare, il Parlamento ha, finalmente , deciso di occuparsi del testamento biologico e del fine vita. Innanzi tutto, per non passar da ipocriti, cominciamo a chiamare le cose col loro nome: quindi, niente “fine vita” ma MORTE, semplicemente morte. Premesso ciò, oggi, Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un’intervista, al Senatore Ignazio Marino, che, da medico e uomo di buon senso, dice cose che mi sento di condividere in pieno! Io che lotto da 8 anni contro il facile abbandono di quest’esistenza dolorosa e umiliante, che, nonostante sia tenuta in vita dalle mie tante macchine, non abbandonerei mai la lotta, io che incito tutti ad amare la vita, non vorrei mai che la mia scelta di continuare a lottare fosse nelle mani di qualcun altro. Mi rivolgo ai politici, tutti, e chiedo loro, prima di esprimere il loro voto, di ascoltare la voce dei malati che, soli, possono dire una parola sulla MORTE, con la quale si confrontano ogni giorno. Le risposte saranno varie e controverse ma sono sicura che, in ognuno, la consapevolezza di essere liberi di scegliere , rafforzerà l’attaccamento alla vita. Solo in piena libertà, infatti, ognuno potrà maggiormente apprezzare i più piccoli doni che la vita può ancora dargli e continuerà la sua lotta contro la MORTE.

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16 pensieri su “Ipocrisia del “fine vita”

  1. Sai Mari, cosa mi viene in mente?
    Quando si parla di scelta fra la vita e la morte per malati coscienti o non coscienti del loro stato di immobilità, c’è sempre uno stuolo di gente pronto a difendere a spada tratta LA VITA e a dire che no, non si può staccare la spina perchè bla bla bla…con la conseguenza che gente sanissima di mente, ma con qualche (passami il termine, per dirlo a tuo modo)”casino fisico” non può decidere che cosa fare della sua esistenza…
    Dicevo, le file di chi si batte per la vita pullulano sempre di gente (impicciona, a parer mio…), ma poi, poi quando c’è chi muore, in solitudine, nell’ingiustizia che regna nelle nostre carceri, gente abbandonata e isolata dalla famiglia come un certo Stefano di Roma (“ma tanto è un tossico, a chi vuoi che gliene freghi?”), beh allora sono davvero in pochi quelli che si alzano in piedi per dire no! basta!
    E io ci penso, e non so cosa fare come persona e come cittadina perchè queste cose non accadano più. Non so da che parte cominciare, ma ne parlo, perchè nessuno ignori cosa succede nelle nostre città.
    E spesso mi viene in mente quel sorriso, sai quella foto che avevo messo come profilo a Natale? Quella è la vita che andava difesa, e invece a difenderla non c’era nessuno.

    Ciao Marina, scusa lo sfogo, e forza, vai avanti a fare sentire la tua voce! io ti sostengo, mia cara paladina della libertà!
    ciao,
    p.

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  2. Sono abbastanza scettica nel merito delle decisioni che i politici possano prendere negli interessi degli ammalati e del loro fine vita.
    Libertà? Neppure gli studenti sono liberi di protestare, così come i precari, i cassintegrati, etc etc
    Tutto ciò ci esorta a battaglie più incisive su come vivere o morire.
    Sono al tuo fianco, Marina 🙂

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  3. ciao noretta e basta – marina! orgogliosa di esserti amica e mi vergogno un po’ dell’ultimo messaggio da me inviatoti..pensavo fossi andata in vacanza per natale..con questi stupori la vita ci rimprovera dolcemente e ci ri-cattura! ti ringrazio a presto! ho visto il tuo apprezzamento dell’ultimo brontolo… ciao e sogni d’oro!

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  4. Carissima,
    ma èun argomento per tutto l’anno, per ogni giorno di questa nostra vita, visto che di vita si tratta!
    E dico VITA con intenzione, appunto perchè la morte ne è il momento più importante. ( Sai che l’ho anche scritto, una volta? )
    Chi ha detto che la vita serve per imparare a morire?
    Permettimi di non aggiungere altro, per non sentirmi troppo inadeguata, davanti alle tue parole e a quelle di chi sa bene di che cosa parla. E’ troppo importante, e tu sai dirlo al meglio..
    Che la forza sia sempre con te!

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  5. Sarebbe la cosa più giusta che a decidere della propria sorte fossero i diretti interessati, e chi come te è attaccato alla vita ha il diritto di vivere, ma a chi il vivere così crea disagio ha il sacrosanto diritto di scegliere la morte.
    Ma vi è un terzo tipo di malato, e cioè quelli che non sono in grado di decidere, perché non possono esprimersi, (Lo dico perché ho un nipote che è da due anni e mezzo, causa incidente stradale, non si esprime più non vive ma vegeta), per queste persone chi dovrebbe decidere.
    Un saluto affettuoso, Luigi

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  6. Sei la solita, grande, grintosa Marina! la tua voce risuona sempre altissima! Siamo tutti con te. Auguri, principessa! Che sia l’anno nel quale i diritti di tutti, ma proprio di tutti, siano finalmente ascoltati e rispettati? Lavoreremo perché sia così!!!!!!!!!!
    Norberto e Gabriella

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  7. Che gioia leggere le tue parole
    Sei una grande donna che riesce a farsi sentire anche in silenzio
    Avanti tutta con la lotta
    Lo metto il tuo urlo da tutte le parti
    buona giornata principessa che sia un anno migliore per te e tutta la tua famiglia
    mentina

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