Eutanasia

Questo è lo spot, censurato dalla tv italiana, sull’eutanasia: è rimasto per 7 giorni nella mia posta perché non avevo il coraggio di guardarlo. L’ho visto lunedì scorso: io non lo sapevo ma, proprio in quelle ore, Monicelli moriva.

Il “bello” di non poter parlare è che si ha più tempo per riflettere: le parole fluiscono, spesso, dalla bocca spinte dall’emozione, senza passare al vaglio del pensiero. Chi non può esprimersi verbalmente e deve mettere su carta pensieri compiuti, deve necessariamente riflettere, limare, pulire. La morte di Monicelli mi ha colpita come uno schiaffo, come l’ultimo irriverente sberleffo del genio, contro una vita che voleva imporgli un finale che, a lui, non piaceva. Io, oggi come da sempre, ho una grande avversione per il suicidio: da lottatrice, quale sono, non ho mai voluto, fin’ora, cedere le armi. Non si tratta di paura o di principi religiosi, è soltanto la caparbia volontà di non cedere, di non darla vinta al fato. Oggi, la penso così ma, comunque, la morte del regista e questo spot, uniti per un imperscrutabile gioco del destino, mi hanno obbligato a pensare.

Ed ecco riaffacciarsi alla mia mente Welby, Eluana e Peppino Englaro, i miei amici malati di SLA, le associazioni pro-vita, quelli che vogliono staccare la spina e quelli che non vogliono. Tutte facce di una stessa medaglia che assomma in sé un solo desiderio: vivere e morire con dignità e, soprattutto, in piena libertà.

Nessuno, io meno di tutti, è pro-morte: ma la morte è cosa solo nostra, e, ciascuno di noi l’affronta in modo diverso e unico, a seconda dei suoi principi e del suo vissuto.

Nessuno ha il diritto di giudicare e di decidere per noi.

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26 pensieri su “Eutanasia

  1. Sono argomenti troppo delicati. Non sopporto che da parte di certa gente vengano trattati alla stregua di temi da campagna elettorale. Sono anch’io a favore della possibilità in coscienza di scegliere se continuare con l’alimentazione artificiale oppure no… in ogni caso invito tutti ad ascoltare un intervento veramente forte di Bergonzoni a questo proposito…http://pensierinsvista.wordpress.com/2010/11/30/la-vita-e-una-sola/

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  2. Grazie di questa testimonianza, Marina. perche’ e’ evidente che e’ facile parlare per chi, come molti di noi, non ha mai impattato in realta’ difficili quali quella che tu stai vivendo. La liberta’ di scelta e’ cio’ che ci rende esseri umani e una legge che consentisse a chi vuole di scegliere di chiudere il sipario, non obbligherebbe chi non vuole a farlo. Mentre la legislazione attuale consente a chi non vuole arrendersi di continuare a lottare e obbliga gli altri a rimanere su questa terra, anche se non vogliono.
    Il gesto di Monicelli e’ stato un gesto di rabbiosa liberta’. Un suo gesto. E non credo che nessuno abbia il diritto di giudicarlo o di irritarsene, cosi’ come nessuno ha il diritto anche solo di pensare che una vita menomata dalla malattia non valga la pena di essere vissuta.
    Un abbraccio.

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      1. Molto indecisa finora, non sulle mie convinzioni in merito, ma sul come esprimerle: mi ispira sempre grande diffidenza chi non ha dubbi.
        Però, anch’io sono certa di una cosa: la libertà, il libero arbitrio, il rispetto della volontà e delle scelte altrui sono primari ed essenziali, tanto più in questo campo.
        Di fronte alla morte, e a decisioni estreme, siamo tutti uguali e tutti diversi. Come si possono chiosare certe scelte, senza tener presente il tormento che ad esse può aver condotto?
        Scusa, Marina: spero che si sia capito che sono con te.
        La tua lotta è per la VITA, come ho detto anche a Mina Welby, il tuo ed il suo coraggio e coerenza e forza d’animo ammirevoli: punto.
        Un abbraccio grandissimo. A.

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  3. Sono argomenti talmente delicati, e privati, su cui chi ne è estraneo dovrebbe tacere, fare un passo indietro. In questo Paese si tende a sporcare tutto, a trasformare situazioni complesse e dolorosissime in chiacchiere da bar, per supercialità, stupidità, opportunismo. Ricordo ancora i dementi fuori dalla clinica di Eluana con le bottiglie d’acqua in mano, gesti di crudeltà inaudita, o comunque espressione di chi, come minimo, non ha capito niente.
    Io non mi sento di giudicare nessuna scelta che vanga fatta assecondando una volontà.

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  4. Ci è stato dato il libero arbitrio, purtroppo ci viene tolto dalle istituzioni, dai luoghi comuni, dalla presunzione di poter giudicare le scelte altrui, dall’arronganza di sentirsi sempre migliori degli altri. Mi è piaciuto il tuo intervento, ti seguo da un po’, ma io scrivo poco, amo leggere ma volevo darti un mio saluto.
    Ammiro te e anche il grande Monicelli.
    un sorriso 🙂

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  5. “Non ho scelto che la mia famiglia viva questo inferno insieme a me”

    Se ognuno deve poter scegliere non si può nemmeno parlare per altri. Sfido trovare un parente che dica: “questo è il suo inferno, io non lo voglio condividere … che si levi di mezzo”. Al momento che si crea una famiglia si condivide il bene ma anche il male. Se poi all’interno della famiglia ognuno fa gli affari propri, mi domando che famiglia si è costruita …
    Pessimo spot.

    Incominciamo a discutere del perché i servizi non funzionano. Incominciamo a far funzionare le leggi che ci sono. Incominciamo a trovare medici che sappiano fare il medico.

    In ultima analisi ci fosse in questi spot che dice ho scelto di fare volontariato ma ora non sono più in grado di farlo. Invece si sente sempre ho scelto di divertirmi … Mi fermo qui perché potrei monopolizzare il blog e aggiungere altre mille riflessioni sul perché non assecondare una scelta privata però assistita dalla comunità. Un abbraccio

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  6. Grazie Marina.
    Io sono tra quelle persone che parlano in fretta, sull’onda dell’emozione, dando voce alla pancia.
    La notizia del suicidio di Monicelli mi ha irritata.
    Sono troppe le persone giovani che ho salutato e avrebbero voluto rimanere, anche solo per qualche ora in più. Persone che hanno lottato e vissuto tutto il tempo che è stato loro concesso con coraggio e generosità. E sono troppe le famiglie che vivono nel dolore, troppe le madri che avrebbero voluto essere sepolte con i loro figli, ma che in qualche modo cercano di trasformare la loro sofferenza e di allargare ancora una volta il cuore all’amore.
    Ritengo che la scelta di vivere sia la scelta più difficile. Accettare la vecchiaia, il dolore fisico, la sofferenza mentale, la propria vulnerabilità, e combattere per la vita, amare la vita, e poi, alla fine accettare la morte, per me è la cosa più grande che un uomo possa fare.
    Non è corretto criticare le scelte del prossimo, ma vorrei tanto che il messaggio di lotta e di speranza verso ciò che di più importante abbiamo, ovvero la nostra vita, non passasse come un atto di codardia, perchè qualcuno ha scelto di morire.

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  7. Nessuno è pro-morte, hai ragione. Come nessuno è pro-aborto. Non hanno senso, ‘sti “pro”. Sarebbe come dire ti obbligo a “farlo”. Sono, come te, per la libertà di scelta. E per il rispetto di ogni scelta. Doverso, in una società civile. Che, ahimè e però, non è la nostra.
    Ti abbarccio sempre.

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  8. Sono del suo stesso identico parere e credo che nessuno ha il diritto di decidere sulla nostra vita, a maggior ragione sulla nostra morte che è unica e nessuno di noi sa realmente se è liberazione davvero da ciò che si vive qui. Ognuno può fare teorie e convincersi di quello che vuole, ma per quanto concerne l’argomento “vita o morte” l’indottrinamento non credo che funzioni più di tanto… per fortuna! Censurare questo video per cosa poi??? Non si è più liberi neanche di scegliere della propria vita??? Già scegliere cosa fare nella propria vita trova mille ostacoli da parte delle istituzioni, dei potenti… ma forse non gli è chiaro che la vera forza sta in noi e il vero “potente” è ciò che ci spinge a vivere.
    Lottare o arrendersi sta solo a noi… ed è proprio vero che nel cuore di chi lotta non esiste la sconfitta; c’è sempre un motivo per andare avanti.

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