Shirley Verrett

Il 5  Novembre è morta Shirley Verrett, grande soprano che ho conosciuto nel 1976, in USA. Nel 2007, scrissi un pezzo su “Macbeth” di G. Verdi, dove parlavo anche di lei.

La prima volta che lo incontrai fu nel 1976, a Washington durante la tournè del Teatro La Scala per i festeggiamenti del Bicentenario degli USA. La Scala portava negli Stati Uniti, per 40 giorni, circa 400 persone per allestire 4 opere da rappresentare nelle 3 città simbolo dell’indipendenza americana: Washington, New York e Filadelfia. L’occasione era ghiotta e anch’io m’imbarcai sull’aereo che portava i miei in quella prestigiosa tournè durante la quale mio padre avrebbe cantato ne “La Boheme” di G. Puccini e nel “Macbeth” di G. Verdi.

Conoscevo a memoria la prima e poco o nulla sapevo del secondo che, nel fasto gigantesco del Kennedy Center Theatre, m’impressionò per la sua potenza musicale e per la primordialità quasi bestiale degli istinti messi in scena. “Macbeth” o Macbetto, come lo chiamava affettuosamente Verdi, vide la luce nel 1847 ma l’edizione definitiva si ebbe solo nel 1865, e alla sua stesura contribuirono ben 2 librettisti: Francesco Maria Piave e A. Maffei riuscirono, con molta fatica, a ricalcare quasi perfettamente il testo shakesperiano. D’altra parte, Verdi, definito dalla critica il più grande drammaturgo italiano, aveva una grande passione per Shakespeare, che chiamava confidenzialmente “papà Guglielmo”, tanto che trasse, dalle sue tragedie, altri 2 dei suoi capolavori: ”Otello” e “Falstaff”. “Macbeth” è il primo approccio del musicista alla grande drammaturgia e, benché l’opera risulti ancora fortemente vincolata ai canoni del primo ottocento, con brani chiusi e rigidamente legati alla tradizionale suddivisione (recitativo/aria/cabaletta), Verdi riesce con una musica potente e con un notevole scavo dei personaggi, raro per il melodramma del tempo, ad avvicinarsi molto al suo idolo inglese. Così come Shakespeare, crea personaggi potenti e nettamente suddivisi in due schiere, ben caratterizzate anche musicalmente: i buoni (Banco, Macduff e Malcom) cantano con tono patetico e intimo, i cattivi (Lady Macbeth e Macbeth) si esprimono con toni cupi e improvvise cabalette quasi rabbiose. Su tutti troneggia la figura della perfida regina che ebbi la fortuna di ascoltare dalla voce di Shirley Verrett nell’edizione del Bicentenario con Piero Capuccilli, Nicolay Ghiaurov e con la direzione di Claudio Abbado. Qui potete ascoltare, dalla voce quasi beluina della Verret, la romanza “Vieni t’affretta..” nella quale Lady Macbeth prepara il piano per coinvolgere il marito nell’omicidio del re.

Atrio nel castello di Macbeth che mette in altre stanze.
Lady Macbeth leggendo una lettera.

  
LADY
“Nel dì della vittoria io le incontrai…
“Stupito io n’era per le udite cose;
“Quando i nunzi del Re mi salutaro
“Sir di Caudore, vaticinio uscito
“Dalle veggenti stesse
“Che predissero un serto al capo mio.
“Racchiudi in cor questo segreto. Addio.
Ambizioso spirto
Tu sei Macbetto… Alla grandezza aneli,
Ma sarai tu malvagio?
Pien di misfatti È il calle
Della potenza, e mal per lui che il piede
Dubitoso vi pone, e retrocede!
Vieni t’affretta! Accendere
Ti vo’ quel freddo core!
L’audace impresa a compiere
Io ti darò valore;
Di Scozia a te promettono
Le profetesse il trono…
Che tardi? Accetta il dono,
Ascendivi a regnar.
 
SERVO
Al cader della sera il Re qui giunge.
 
LADY
Che di’? Macbetto È seco?
 
SERVO
Ei l’accompagna.
La nuova, o donna, è certa.
 
LADY
Trovi accoglienza quale un re si merta.

LADY
Duncano sarà qui?…qui? qui la notte?…
Or tutti sorgete, – ministri infernali,
Che al sangue incorate,- spingete i mortali!
Tu, notte, ne avvolgi – di tenebre immota;
Qual petto percota – non vegga il pugnal.

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7 pensieri su “Shirley Verrett

  1. Per cantare la Lady, partitura per soprano, con voce da mezzosoprano devi essere una fuoriclasse, e Lei lo era.
    Il papi intrpretava Macduff? che purtroppo in quest’opera canta solo una romanza.
    Marina pochi giorni prima della Verret, è venuta a mancare un’altra grande, Joan Sutherland.
    Un sauto grande, Luigi

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  2. Io sì, lo sapevo: ho messo un brano sulla mia pag. fb per ricordarla.. la sola cosa che potevo fare.
    Amavo molto il suo Orfeo, di Gluck, ma, naturalmente, non solo quello.
    Lo dicono tutti, che era una gran Donna, e non solo come cantante.
    Chissà che non abbia trovato quei Campi Elisi che ci ha fatto intravvedere con la sua Voce!

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