Pasolini profeta – Processo ai politici

Nel 35° anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, mi piace citare questa frase, da “Lettere luterane” pubblicato postumo nel 1976. Naturalmente, lo scrittore si riferiva alla classe politica d’allora, ma non si può negare che sia stato profetico…..
«.. I politici dovrebbero essere «accusati di una quantità sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente […]: indegnità, disprezzo per i cittadini, manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una nazione straniera, collaborazione con la Cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di Milano, Brescia e Bologna […], distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani […], responsabilità della condizione, come suol dirsi, paurosa, delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono ‘selvaggio’ delle campagne…».

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23 pensieri su “Pasolini profeta – Processo ai politici

  1. Le prime e le ultime accuse sono sempre attuali e, credo, applicabili a tutte le latitudini e longitudini e in tutte le epoche, più o meno.
    Quanto a quelle di mezzo (collaborazione con la Cia, ecc.) si dovrebbe ribaltare: collaborazione con il terrorismo islamico (palestinesi anni ’70-80; Hezbollah/Hamas v. D’Alema&c.; Gheddafi, v.Berlusconi&c.; Ahmadinejad v.vari enti istituzionali, ecc.) e con le peggiori dittature del pianeta…

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  2. Sconfortante, sì, trovare dopo decenni qualcosa di così “profetico”.
    Ma temo che se rimestiamo tra l’oratoria latina troveremo gli stessi moderni moniti…
    Il guaio è che stiamo dimostrando di non saper imparare.
    Da secoli.

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  3. Si è voluto far passare come martire Pasolini , l’ho
    creduto allora e ancora lo credo .
    Adescamento di minore , oggi perseguito dalla legge
    e a quei tempi ?

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  4. Marina, scusami se intervengo ancora, ma leggendo alcune dichiarazioni, di vari politici, in special modo di sinistra, se per buttare a mare berlusconi, si deve imbarcare fini, be io non ci stò.
    Anzi si rafforza di più in me la certezza che siamo veramente messi male, e parafrasando il sommo poeta l’Italia è una nave senza nocchiero in gran tempesta.
    Ti invio un saluto grande grande, Luigi

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  5. Purtroppo, queste parole già allora rispecchiavano un mondo (quello politico9 che con il passare degli anni è andato sempre più degradandosi.
    Sai Marina il male peggiore che cosa è, che siamo caduti in un pozzo di cui non si vede la fine, purtroppo non si vede all’orizzonte chi ci può tirare fuori da questo pantano.
    Un saluto caro, Luigi

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