La domenica

La domenica non è mai stato il mio giorno preferito: c’è una certa atmosfera di sospensione, di passaggio tra quel che è stato e quel che sarà. Le mie domeniche di bambina, poi, erano quanto di più triste si possa immaginare: tutti gli amici passavano la giornata a casa o in gita con i loro famigliari e io, rimasta sola con le mie amatissime nonne, senza i miei genitori, lontani per molti mesi l’anno per il lavoro paterno, tentavo di dimenticare la pena della lontananza, obbligando la bisnonna a lunghi racconti e a giochi sconclusionati. Tutto però aveva un sapore di provvisorio, d’ingannevole, fatto solo nell’attesa del lunedì in cui avrei ricominciato, insieme alle mie attività di bambina, a contare i giorni che mi separavano dal loro ritorno. Anche nei blog, in molti blog, la domenica c’è la stessa sospensione, la stessa latitanza ma, per fortuna, io non sono più sola: c’è il mio amore che mi fa compagnia….. ronfando mentre guardiamo la televisione! Lui dorme ma a me piace lo stesso perché è terribilmente…intimo!
Buon lunedì!

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18 pensieri su “La domenica

  1. chi ronfa fa compagnia, perchè è come se dicesse: sto benissimo qui, ma lo dice col corpo, col rumore del respiro, sono d’accordo sul senso di tenerezza e di compagnia che evoca il ronfare, e tu che lo lasci dormire è proprio un gesto d’amore

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  2. …ricordo le nostre domeniche…si aspettava che papà tornasse dal lavoro per pranzare tutti insieme, arrivava sporco di farina, profumoso di vaniglia e zucchero a velo, con un enorme vassoio di paste legate con il nastrino giallo che fungeva anche da manico.
    Dopo aver rallegrato la domenica di tutti chiudeva la pasticceria e finalmente era il nostro turno!

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  3. Non ho mai amato le domeniche, neppure nei momenti migliori della mia vita. In fondo, ha ragione Leopardi: ci fa pensare a quello che verrà dopo. Meglio il sabato, anche se con la settimana corta ora hanno rovinato anche quello. Il mio giorno ideale? Il venerdì!

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  4. Fatte le debite differenze, ebbene, la domenica che descrivi mi ha fatto ripiombare a piè pari nelle mie di bambina un po’”selvatica”.
    Stessa atmosfera, stesso desiderio di “lunedì” e tran-tran normale, con relativa scuola e compagne, anche se solitaria per vocazione.
    D’estate, leggevo sul fico, dalla biforcatura bassa e accessibile, ma, già allora, a più d’un palmo da terra: un destino..
    E tu, tu sei grandiosa! Grazie, Villa Arzilla è sempre un regalo!!!

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  5. a me la domenica non piace e nemmeno il lunedì (giorno di riposo).
    non sempre riesco a organizzare qualcosa con gli amici e invece di godermi due giorni di riposo soffro per queste 48 ore di solitudine.
    e,come scrivi tu, aspetto il martedì per riprendere la normalità.
    bacio :*

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