Archivi categoria: giornali

Scherzi da prete

Casella 17/09/2011

Casella 17/09/2011

Se il valore di un uomo si misura anche dalla sua autoironia, allora Don Gallo era un grande. Quando l’ho incontrato, durante un dibattito sul testamento biologico, tenutosi a Casella (Ge), insieme a Mina Welby, raccontò un piccolo aneddoto che la dice lunga sul suo atteggiamento verso la morte.

Sua madre, ormai molto anziana, sentendosi prossima al trapasso, aveva voluto accanto a sé tutta la famiglia, compreso, ovviamente, il figlio prete Andrea. Mentre tutti le stavano intorno, pregando e confortandola, la poverina aprì gli occhi e disse:

-Ho sete. -

Immediatamente le avvicinarono alle labbra un bicchiere d’acqua.

-Acqua? No – fece lei – Datemi del moscato!

Bevve, lo gustò e poi spirò in grazia di Dio.

 

Proprio per questo suo senso del humour, mi permetto di dedicare a Don Gallo, questo post, dove ho riunito alcune affettuose vignette a lui dedicate.

 

don-gallo-morte-1don-gallo1

946853_639688142712102_161787295_n

 

3 commenti

Archiviato in amore, Chiesa, Cinzia Bassani, cultura, dialetto, Don Gallo, entroterra ligure, fascismo, Finchè penso, genova, giornali, libri, Mina Welby, politica, ricordo, sociale, solidarietà, storia, vita

IL CAVALIERE SI ASSOLVE IN TV (Concita De Gregorio)

Dopo la scandalosa trasmissione sul caso Ruby, andata in onda ieri sera su Canale5, urge riflettere a fondo sullo strapotere mediatico di Berlusconi. Mascherata da servizio giornalistico, officiata da giornalisti assai poco obiettivi, la trasmissione, dalla quale sono stati volutamente omessi tutti i testimoni contrari al cavaliere, è stato un lungo spot, destinato agli spettatori meno informati e più ingenui.

Ecco il commento di Concita De Gregorio.

IL CAVALIERE SI ASSOLVE IN TV (Concita De Gregorio).

23 commenti

Archiviato in blog, cultura, donne, giornali, giustizia, paradossi italiani, politica, spettacolo, stampa, tv, vita

Se Magdi Allam vuole le dimissioni di Cecile Kyenge allora chieda anche le mie

Qui siamo al paradosso totale. Secondo il mio parere, senza voler offendere nessuno, Magdi Allam deve avere dei grossi problemi di identità civile, religiosa e personale. Insomma, per dirla in essersi “bevuto” il cervello.

Se Magdi Allam vuole le dimissioni di Cecile Kyenge allora chieda anche le mie.

11 commenti

Archiviato in africa, blog, cultura, donne, giornali, immigrazione, onorevole, paradossi italiani, Partito Democratico, Pd, politica, repubblica, sociale, solidarietà, stampa, storia, unità d'Italia, vita

#Giro d’Italia: pedaliamo per l’Italia

564574_10151353768528247_1075585608_nSi dice, scherzando, “Hai voluto la bicicletta? Ora pedala!”, e mai sollecitazione fu più azzeccata, specialmente, in questo momento per il nostro paese.

Oggi, comincia il Giro d’Italia, uno dei più grandi eventi sportivi di sempre, il mio spettacolo preferito, che seguo da sempre e che, a questo punto della mia vita, oltre alla gioia dell’evento sportivo, mi offre l’opportunità di vedere il mio bellissimo paese, che, purtroppo, non posso più visitare dal vivo.

Ieri, nella presentazione delle squadre, trasmessa da Piazza Plebiscito, Napoli, sede di partenza, ha dato il meglio di sé, sfoggiando una giornata estiva, il mare immobile, con incastonate le sue splendide isole e la Montagna”, seria ed eterna, a sovraintendere alla sfilata dei campioni.

La scelta di partire da Napoli, dopo 50 anni, è sintomatica e beneaugurante, sia per questa bellissima ma difficilissima città, sia per tutto il Paese sia, mai come in questo momento ha bisogno di “pedalare” per uscire dal pericoloso stallo in cui si trova.

Il motto di quest’anno è “Fight for Pink”, necessariamente in inglese, poiché il Giro conta ormai nelle sue file, 54 nazionalità, tra cui il primo ciclista cinese, è ha un significato che va ben oltre quello sportivo.

“Combatti per il Rosa”, combatti per l’Italia!

296782_10151205706953247_1955957635_n

Qui, potete scaricare l’app del Giro.

10 commenti

Archiviato in amore, ciclismo, crisi, cultura, giornali, Giro d'Italia, spettacolo, sport, stampa, storia, tv, viaggio, vita

Laura Boldrini: “Sulla Rete campagne d’odio, è tempo di fare una legge” (Concita De Gregorio)

Ancora un articolo di Concita de Gregorio che, attraverso la voce di Laura Boldrini, denuncia ancora le bassezze di chi, via web, minaccia e insulta le donne e le minoranze etniche.

Laura Boldrini: “Sulla Rete campagne d’odio, è tempo di fare una legge” (Concita De Gregorio).

2 commenti

Archiviato in blog, cultura, donne, fascismo, giornali, immigrazione, informatica, onorevole, paradossi italiani, politica, repubblica, sociale, solidarietà, stampa, storia, unità d'Italia, vita

Dramma democratico

Meglio di me, in quest’ora drammatica per il Partito Democratico, parla Lucia Annunziata su l’Huffingtonpost. Io, per ora, sono senza parole.

“In due giorni di seguito, due gloriosi fondatori del Pd, Marini e Prodi, sono stati, ingloriosamente, affondati dai membri di quello stesso partito. E’ finito così ufficialmente il Partito democratico.

Le dimissioni del segretario Bersani, e quelle della Bindi, la rinuncia di Prodi a un altro voto per il Quirinale, gli avvertimenti velenosi, le maledizioni reciproche, il caos insomma seguito alla Quarta Chiamata, sono solo una anticipazione di quel che accadrà nei prossimi giorni e mesi… “

continua

Trasmissione televisiva Eco della storia

5 commenti

Archiviato in blog, crisi, elezioni, giornali, misteri italiani, onorevole, paradossi italiani, Partito Democratico, Pd, politica, repubblica, Roma, sociale, stampa, unità d'Italia, vita

Francesco rivoluzionario?

PapaTra tutte le prime pagine dei quotidiani di oggi, tutte dedicate all’elezione del nuovo Papa Francesco, la più interessante, a mio parere, è quella de “Il Secolo XIX” di Genova, che ritrae il nuovo pontefice che s’inchina davanti ai fedeli, che pregano perché Dio benedica il loro nuovo pastore.

Il significato che l’elezione di questo Papa, timido, povero e sobrio ma fermo nella fede, ha, per il mondo cattolico, è stato spiegato, dibattuto e scandagliato nelle innumerevoli ore di diretta televisiva, e mi pare inutile rimarcarlo. Fatto sta che in quest’uomo, venuto dalla “fine del mondo” (sia in senso geografico sia in quello storico, riferendosi al periodo odierno, caratterizzato da grandi cambiamenti sociali), tutti vogliono vedere il rinnovamento della Chiesa, che si affida a un cardinale, sicuramente, diverso dai suoi confratelli porporati. Il nome scelto, Francesco, ci parla di umiltà, povertà e semplicità e radicalismo, e, a quanto dice la sua biografia e chi l’ha conosciuto, queste sono le peculiarità che hanno contraddistinto il suo ministero.

Questa mattina, dunque, su tutti i media, ognuno si affrettava ad assicurarsi un “pezzetto” di Papa, vantando le radici del Pontefice nella propria terra. Persino la Liguria, e più precisamente, la Val Fontabuona, sbandiera le origini liguri della madre di Jorge Mario Bergoglio. Tutti lo vogliono e tutti aspettano da lui, definito da molti “progressista”, un generale rinnovamento della Chiesa ma, proprio su queste attese credo sia opportuno mettere un freno.

Val Fontanabuona

Val Fontanabuona

Il Manifesto” titola, oggi, “Non è Francesco” e, mi pare, al di là delle tendenze politiche della testata, un invito a mitigare le aspettative di libertà che questo Papa sembra incarnare. Non dimentichiamo che il nuovo Papa è un gesuita e che quindi, come tale, porta con sé i valori della potente Compagnia di Gesù, dedita soprattutto all’evangelizzazione e alla diffusione del cattolicesimo nei suoi valori più profondi ma assolutamente rigidi. Non a caso, infatti, Bergoglio ha sempre combattuto contro quelle forze politiche che si battevano per tutti quei diritti che, oggi, anche molta parte dei cattolici ritiene importanti. Queste posizioni intransigenti, verso l’aborto, le coppie gay, i divorziati, e il fine vita, non permettono, quindi, di sperare in un rinnovamento della Chiesa verso l’accoglienza di questi cattolici, certamente diversi, ai quali è concessa, al più, secondo quanto affermato dal Cardinal Bergoglio, comprensione e misericordia.

La stessa intransigenza, però, può farci ben sperare in qualche cambiamento, magari radicale, nei costumi della Curia, sempre più corrotta e dedita a “pratiche inappropriate”, sia dal punto di vista morale che finanziario. Scegliere il nome di San Francesco che per i lunghi contrasti col papato dell’epoca, può quasi definirsi un “rivoluzionario”, è un atto di coraggio che metterà a dura prova il nuovo Vescovo di Roma.

Habemus Papam… ora dobbiamo solo aspettare e sperare

10 commenti

Archiviato in Chiesa, cultura, entroterra ligure, giornali, politica, Roma, storia

La proposta di Jacopo Fo per un governo possibile

1adb7671b2Riporto da “Il fatto quotidiano“, di oggi, la proposta di Jacopo Fo per un governo italiano possibile. Ho dato la mia adesione anche su Fb.

Cari amici del M5S, ora potete cambiare l’Italia! Lo straordinario successo del M5S ha creato, finalmente, una nuova situazione. E c’è andata proprio bene perché siamo andati a un soffio dall’avere Berlusconi col premio di maggioranza alla Camera (vedi “Perdere le elezione è facile se sai come si fa”). E con la maggioranza di Berlusconi alla Camera avremmo avuto davanti a noi solo il baratro.

Adesso esistono 3 possibilità: un governo Berlusconi-Bersani, un governo Bersani con l’appoggio esterno del M5S, oppure tornare a votare. I numeri al Senato non danno altre opzioni. Per Bersani fare un governo con il Pdl sarebbe un suicidio politico…Questo credo che lo capisca. E sarebbe un disastro per l’Italia, perché significherebbe un governo incapace di qualsiasi riforma. Un governo Pd con l’appoggio esterno del M5S appare molto difficile. Da quel che dice Grillo, pare che non darà la fiducia a un governo Bersani, anche se sono disposti a votare le singole leggi che reputano positive: sostanzialmente quel che M5S sta già facendo con successo in Sicilia.

Ma se Bersani non ottiene la fiducia si torna a votare. Il problema è che per legge un governo deve ottenere la fiducia per insediarsi. Allora la domanda diventa: se Bersani presentasse un preciso programma di leggi da varare subito, che sta bene al M5S, questi sarebbero disposti a dare il voto per rendere tecnicamente possibile al governo Bersani di esistere? E Bersani sarà disposto a concordare con M5S un programma di riforme vere da fare subito?

Non è facile che questo avvenga, e io credo che sia essenziale che la società civile si mobiliti e faccia sentire il suo peso per convincere della necessità improrogabile di una simile scelta. Ci sono almeno 50 provvedimenti urgentissimi che sarebbe possibile varare da subito, leggi che la maggioranza degli italiani aspetta da tempo. Non siamo ancora usciti dal rischio della bancarotta. Si deve intervenire per dare ossigeno alle famiglie in difficoltà, iniziare la rivoluzione delle ecotecnologie, usare l’ascia sulla burocrazia, la corruzione, la lentezza dei processi, il falso in bilancio, il conflitto di interessi. E ridurre i costi della politica, gli stipendi dei top manager di Stato, le pensioni d’oro, le spese militari, lo spreco. E magari incassare pure la montagna di miliardi che chi gestisce il gioco d’azzardo deve pagare allo Stato, e rilanciare il credito alle imprese…

E credo che potrebbe anche essere interessante coinvolgere tanta gente, e magari alcuni specialisti, per scrivere un elenco dettagliato delle riforme che riteniamo indispensabili e che potrebbero essere un punto di unità. Ovviamente non mi faccio illusioni, penso che non sarà facile trovare punti d’intesa tra Grillo e Bersani, ma penso anche che sarà assolutamente necessario. E qui si misurerà la forza del M5S e il suo destino politico. La politica è l’arte del possibile e oggi esiste nella società un fronte di persone oneste che vogliono queste benedette riforme di cui si parla da quando ero bambino. Una maggioranza di italiani ha dato il voto al Pd, al Sel e a Grillo per realizzare questo cambiamento. Bersani deve capirlo. Non si può aspettare oltre. Ma per farlo bisogna trovare un ampio fronte, dentro e fuori dal parlamento. Un’alleanza delle persone oneste…di quelli che lavorano.

Preghiamo che il buon senso prevalga. Se si dovesse andare a nuove elezioni rischiamo di ripetere quel che è successo in Grecia, dove l’instabilità del Parlamento dopo il voto di maggio 2012 ha portato a nuove elezioni e ha scatenato la paura tra gli elettori, che alla fine hanno consacrato la vittoria della destra…

Ti chiedo di esprimerti su questa proposta nello spazio ai commenti qui sotto o aderendo a questo evento su Fb che propongo insieme a Fabio Roggiolani di Ecquologia e esponente del Sel. Se raccogliessimo un sufficiente numero di adesioni questo sarebbe incoraggiante per decidere di tentare una mediazione che eviti nuove elezioni. Spero si capisca che non si tratta di una questione da poco.

ADERITE ANCHE VOI!

14 commenti

Archiviato in crisi, cultura, elezioni, giornali, onorevole, paradossi italiani, Partito Democratico, politica, repubblica, Roma, scrittori, sociale, stampa, vita

Il diritto di sapere del tele-elettore

Ecco cosa dice Vittorio Zucconi, in merito dei leader politici che non vanno in tv, o non accettano i dibattiti. ( vedi il mio post http://principessasulpisello.com/2013/02/18/il-grillo-maleducato/ )

Il diritto di sapere del tele-elettore.

1 commento

Archiviato in blog, crisi, cultura, disabili, elezioni, giornali, onorevole, Partito Democratico, politica, repubblica, sociale, stampa, tv, vita

Calendario verdiano: 27 gennaio 1901

p162Il 21 gennaio 1901 il Maestro fu colpito da emorragia cerebrale che lo ridusse in stato di paralisi. Durante l’agonia, le autorità cittadine fecero ricoprire di paglia la via sottostante e quelle vicine perché il passaggio di carrozze e cavalli non disturbasse il morente, che spirò 6 giorni dopo.

Da Giornale del Popolo del 27 gennaio 1901

“Alle 2.50 del 27 gennaio 1901, Giuseppe Verdi si spegneva in una camera dell’Hotel Milan a Milano. Aveva 88 anni. Alle 4 e 30 del 30 gennaio, la salma venne trasportata alla Chiesa di San Francesco di Paola, poi in una tomba provvisoria, accanto a Giuseppina, al Cimitero Monumentale. «Il primo trasporto funebre si svolse in una brumosa mattina» – ricorda un testimone oculare – «con il carro funebre di terza classe tirato con un modestissimo cavalluccio. Il corteo riusciva a stento a procedere per la fittissima folla che faceva ala, per Via Manzoni dove io all’altezza della casa recante il n. 44 mi trovavo a vederlo passare. Non un canto, non un benché minimo rumore: regnava un silenzio impressionante. Tutti si scoprivano al passaggio dell’umilissimo corteo e i commenti sul contrasto tra la gloria della esistenza e la bassezza di quella traslazione si facevano più con gli occhi che con le parole.”.

Queste le sue ultime volontà: «Ordino che i miei funerali sieno modestissimi… senza canti e suoni… Esprimo il vivo desiderio di essere sepolto in Milano con mia moglie nella Casa di Riposo dei Musicisti da me fondata…». Negli ultimi anni della sua lunga vita, il Maestro aveva, infatti, deciso realizzare un progetto grande e amato: fondare, grazie a un generoso lascito, una Casa di riposo per musicisti, quella che sorge nell’odierna piazza Buonarroti a Milano su un progetto architettonico di Camillo Boito, fratello di Arrigo. Fu quella, negli intenti dichiarati di Verdi, la sua ‘opera più bella’.

Verdi sul luogo ove sorgerà la casa di riposo

Verdi sul luogo ove sorgerà la casa di riposo

Arrigo Boito, che fu collaboratore acutissimo e generoso del Maestro nella sua ultima, stupefacente fase creativa, qualche mese dopo scrisse al futuro biografo verdiano Camille Bellaigue: «È la prima volta che oso parlare di Lui in una lettera.Verdi è morto; ha recato con sé un’immensa quantità di luce e di calore vitale, eravamo tutti irradiati da questa sua olimpica vecchiaia. È morto magnificamente, come un lottatore formidabile e muto. [...] Mio caro amico, nella mia vita ho perduto persone idolatrate, il dolore ha sopravvissuto alla rassegnazione, ma non ho mai sorpreso in me stesso un sentimento d’odio contro la morte e di sprezzo per questa misteriosa potenza, cieca, stupida, trionfante e laida. Doveva essere la morte di questo nonagenario a risvegliarmi questi sentimenti. Anch’egli l’odiava, essendo egli la piú potente espressione di vita che si possa immaginare; l’odiava come odiava la pigrizia, l’enigma e il dubbio. Ora è tutto finito. Dorme come un Re di Spagna nel suo Escurial sotto una lastra di bronzo che lo ricopre completamente.»

casa-di-riposo-per-musicisti-giuseppe-verdi

cliccate sulla foto e guardate il video, con la storia di Casa Verdi

Fonti

www.rodoni.ch

http://www.giuseppeverdi.it/

http://www.casaverdi.org/

4 commenti

Archiviato in arte, blog, cultura, G. Verdi, giornali, libri, musica, onorevole, opera lirica, ricordo, solidarietà, storia, unità d'Italia, vita